In Sardegna, per la fase due, interventi non solo economici ma anche organizzativi

Lo comunica Giagoni (Lega)

Riaprire e ripartire in sicurezza. La “Fase 2” al centro della discussione anche in Sardegna.

“Non sappiamo ancora come saranno gli sviluppi dell’evoluzione epidemiologica, ma sappiamo per certo che quando il Governo, dietro parere tecnico-scientifico, permetterà la riapertura delle attività le abitudini di prima dovranno comunque essere modificate a favore della sicurezza sanitaria” esordisce così in una nota stampa Dario Giagoni, capogruppo Lega in Consiglio “Le prime a ripartire saranno certamente le attività produttive, che necessiteranno di linee guida certe e assolutamente chiare al fine di garantire da un lato la tutela della salute pubblica dall’altro il diritto sacrosanto al lavoro.

Quando questo sarà avvenuto dobbiamo poi necessariamente volgere lo sguardo verso quelle attività commerciali che, sicuramente, riceveranno il via libera dopo ma che rappresentano un’importantissima fonte di guadagno economica e necessiteranno di supporto per ripartire.” Prosegue l’esponente del Carroccio “Supporto non solo economico ma anche organizzativo, per questo, come partito di maggioranza alla guida della Regione, *chiediamo sia valutata e attuata la possibilità di ampliamento della superficie per le aree demaniali marittime*, garantendo così rispetto del distanziamento sociale senza però provocare ulteriori ingenti perdite alle imprese, già provate da un flusso turistico che non può che preannunciarsi drasticamente ridotto rispetto alle annualità precedenti, anche qualora si realizzino le  ipotesi di ripresa più ottimistiche. Uno sforzo che domandiamo sia messo in campo anche dai Comuni che tramite, laddove possibile, *ampliamento della concessione suolo pubblico, senza ovviamente aumentarne il canone, vadano incontro alle nuove esigenze di spazio di ristoranti, bar, gelaterie, pizzerie e quant’altro*. Va da sè che trattasi di disposizioni temporanee utili a superare il periodo di assestamento post lockdown che andremo ad affrontare.

Dobbiamo lavorare sin da ora a progetti concreti e realizzabili che ci consentano di non farci cogliere impreparati quando sarà giunto il momento di riprendere in mano le nostre vite, le nostre attività, la nostra quotidianità. Come sempre” conclude il leghista “rimaniamo aperti a qualsiasi proposta proveniente dai comparti, come sempre convinti che ci si possa risollevare realmente solo insieme!”

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