Colletta alimentare: il contributo dell’Esercito

Alcuni autoveicoli della Brigata “Sassari” sono stati messi a disposizione per il trasporto del ricavato alimentare nei centri di raccolta dell’isola
Alcuni autoveicoli dell’Esercito sono stati messi a disposizione degli organizzatori del Banco Alimentare della Sardegna Onlus per il caricamento, il trasporto e lo smistamento del ricavato alimentare nei vari centri di raccolta sparsi in diverse località dell’isola.
È la risposta della Brigata “Sassari” in occasione della 23ª edizione della “Giornata Nazionale della Colletta Alimentare”, un’importante iniziativa promossa nel 1997 dalla Fondazione Banco Alimentare per coinvolgere e sensibilizzare la società civile al problema della povertà, attraverso l’invito a un gesto concreto di gratuità e di condivisione: fare la spesa per chi ha bisogno.
Anche quest’anno i “sassarini” non si sono tirati indietro e hanno aderito a questa straordinaria iniziativa di solidarietà umana contribuendo alla fattibilità della stessa in termini di sostenibilità logistica.
Prima di essere stoccato nei depositi ed essere destinato alle strutture aderenti, gran parte del materiale è stato caricato a bordo dei mezzi del 151° reggimento fanteria e del neo costituito reggimento logistico di Cagliari, del distaccamento del 152° reggimento di stanza a Nuoro nella caserma di Pratosardo e del Reparto Comando e Supporti Tattici di Sassari.

“La professionalità del soldato dell’esercito italiano è messa al servizio della collettività non solo nel settore della Difesa e del concorso per le pubbliche calamità, ma anche in attività come quella odierna, di impegno sociale a favore dei più bisognosi”, ha spiegato il tenente colonnello Marco Mele, portavoce dei “dimonios”.
I numeri della scorsa edizione parlano chiaro: grazie anche all’efficienza logistica raggiunta in Sardegna, una delle 21 sedi regionali di cui si compone la Rete Banco Alimentare, circa 170 tonnellate di cibo sono sono state distribuite a 155 strutture caritative convenzionate (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza, ecc.) che hanno aiutato più di 20mila persone bisognose.

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