Olbia. Piano anti alluvione: basta tergiversare

Marino: “La città deve essere messa in sicurezza”

La recente tracimazione del rio Siligheddu, uno dei tanti che attraversano Olbia, ci ricorda drasticamente la situazione di pericolo reale che incombe sui cittadini dalla tragica alluvione del 18 novembre del 2013. Tra poco più di due mesi saranno trascorsi sei anni da quella devastante giornata e ancora si aspetta una decisione definitiva sulla strada da percorrere per mettere in sicurezza Olbia e i suoi cittadini. Abbiamo assistito a una diatriba infinita incentrata su progetti alternativi, addirittura all’indizione di un referendum che avrebbe scaricato sui cittadini responsabilità tecniche e progettuali che dovrebbero essere in carico ai professionisti e ai politici. Sono state spese solo parole, ma neanche un euro dei fondi già disponibili.
È doveroso ricordare che il primo atto integrativo tra Ministero dell’Ambiente e Regione Sardegna, relativo alle “opere di mitigazione del rischio idraulico nel territorio comunale di Olbia”, è stato interamente finanziato. L’atto risale al 29 gennaio scorso. Si tratta di 125,3 milioni di euro, di cui 42,1 milioni a valere su risorse regionali. Ricordo che il progetto è suddiviso in quattro lotti. Il primo vale 25,3 milioni, disponibili già dal novembre 2015 e comprende le famose vasche di laminazione; il secondo, il terzo e il quarto lotto riguardano, invece, gli interventi sui corsi d’acqua Gadduresu (21 milioni, lotto 3), San Nicola (19,5 milioni, lotto 2) e Siligheddu (57,5 milioni, lotto 4).
L’atto integrativo siglato nello scorso gennaio riguarda appunto il finanziamento dei lotti 2,3 e 4 per un ammontare complessivo di 98 milioni. I restanti 2 milioni, necessari per raggiungere l’importo finale di 125,3 milioni, sono stati stanziati con un altro provvedimento. Ricordo anche che il lotto 1, nonostante i fondi siano disponibili da ben quattro anni, risulta ancora in corso di progettazione.
Ora Olbia vive un doppio rischio: vedere svanire i finanziamenti elencati a causa del tergiversare delle istituzioni, locali e regionali, e quello di subire ancora dei danni dalle piogge che arriveranno. In tutti questi anni, la città è stata costretta a fare i conti con la paura di essere nuovamente bersaglio di eventi climatici tanto improvvisi quanto frequenti sapendo di essere ancora vulnerabile. È arrivato il momento di prendere una decisione.

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