La statura influenza il rischio di tumori e malattie cardiovascolari? Risponde l’Università di Sassari

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Uno studio dell’Università di Sassari, che ha coinvolto la bellezza di 10.427 partecipanti del Nord Sardegna, ha cercato di chiarire la relazione tra statura e rischio di sviluppare tumori e malattie cardiovascolari. Tutti i dettagli nell’articolo.


La Sardegna, si sa, è terra di popolazioni longeve e… minute. Pensate che la statura media dei sardi è la più bassa in Europa, probabilmente a causa delle difficoltose condizioni di vita preindustriali e della presenza di malattie endemiche come la malaria, anche se recentemente si è visto che i giovani isolani crescono di più rispetto a quelli di altre parti d’Europa (+ 1,2 cm all’anno).

A proposito di bassa statura, tuttavia, recenti studi hanno rivelato, attraverso una tecnica innovativa detta randomizzazione mendeliana, che essere bassi può proteggere dai tumori ma è rischioso per il cuore. Ma è veramente così? Un gruppo di ricercatori dell’Università di Sassari ha cercato di fare un po’ di chiarezza.

Lo studio di Uniss sulla popolazione sarda

Gli studiosi hanno esaminato 10.427 cartelle cliniche di pazienti provenienti dal Nord Sardegna, che, per svariate ragioni, si sono sottoposti a procedure endoscopiche dal 2002 al 2016, presso l’Unità di Gastroenterologia dell’Università di Sassari.

In queste cartelle erano riportati i dati antropometrici dei pazienti, quali la statura, il peso e l’indice di massa corporea, la segnalazione di malattie tumorali o cardiovascolari e di fattori di rischio per le stesse, come il fumo, il diabete, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia.

Ma cosa è emerso dalla ricerca?

I risultati erano completamente in disaccordo con quelli degli studi precedenti: dall’analisi dei dati, infatti, non è emersa alcuna correlazione tra statura e rischio di sviluppare i tumori e le malattie cardiovascolari. Ma come mai?

I ricercatori dell’Università di Sassari hanno ipotizzato che, i risultati ottenuti in precedenza, fossero stati falsati dal non aver tenuto conto dell’anno di nascita dei partecipanti: lo studio sui sardi, nel quale si è considerato questo fattore oltre allo status socio-economico, ha evidenziato, infatti, che i pazienti più bassi erano anche quelli più in là con gli anni e, perciò, più predisposti ad ammalarsi, per la presenza di fattori di rischio come l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete.

Lo studio, dunque, dimostra che nei sardi -popolo tradizionalmente più basso in Europa- il rischio di sviluppare i tumori e le malattie cardiovascolari non varia in modo significativo in base alla statura, qualora si tenga conto dell’età e dei vari fattori di rischio. Non ci rimane che attendere se, in seguito all’adozione degli accorgimenti suddetti, questi risultati saranno confermati da ricerche future.

Jessica Zanza


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