Guasila. Al teatro Fratelli Medas va in scena “OTTAVIO BOTTECCHIA Vite in volata”

Il 17 maggio alle ore 21 a Guasila nel teatro Fratelli Medas quinto appuntamento della rassegna Cultura popolare, anche questa volta uno spettacolo davvero speciale OTTAVIO BOTTECCHIA Vite in volata di e con Tiziano Polese con la partecipazione e la regia di Rosalba Piras un progetto della compagnia ABACO TEATRO.
Si parla dunque di ciclismo ma non solo, e nello specifico narra la storia di due ciclisti : due miti, due eroi : uno famoso per tutti Ottavio Bottecchia campione degli anni ’20 e uno famoso solo per Tiziano Polese: il suo amico Raffaele. Tiziano Polese ha portato avanti una lunga ricerca sul personaggio Bottecchia e sul ciclismo dal 1923 al 1979, e per la stesura del testo ha attinto alle cronache dei più prestigiosi inviati sportivi per arrivare a dipingere il ciclismo parallelamente alla storia d‘Italia di quegli anni. In scena interpreta vari personaggi, ma soprattutto è un narratore che dà voce alla sua bicicletta portandoci nelle salite impossibili del Tour de France, facendoci vivere le fatiche, le situazioni bizzarre in cui si trovavano i corridori nei primi anni ’20, con momenti a volte drammatici a volte di pura comicità. In scena si avvale della partecipazione di Rosalba Piras che firma anche la regia.

“ e i francesi che si incazzano e le balle ancor gli girano” cantava Paolo Conte riferendosi a Bartali vincitore del Tour de France del 1938 e del 1948. Ma ai francesi le balle sono girate molto tempo prima, esattamente nel 1924 e 1925 con Ottavio Bottecchia, detto Botescià, primo protagonista di questa storia, che in quegli anni vinse due Tour de France di seguito sempre con la maglia gialla, impresa gloriosa e unica. Bottecchia era un italianuzzo della provincia di Treviso, che aveva combattuto al fronte nella grande guerra tra gli esploratori d’assalto (in bicicletta si spingevano fin sotto le linee nemiche ) ma non aveva il physique du ròle del numero uno e gareggiava, lo diceva lui ,“ non per la gloria o le donne, o il successo, ma solo per “i schei”.

Bottecchia, che si chiamava Ottavio perché era l’ottavo figlio di un mugnaio e di una casalinga, non si vergognava di ammettere che correva solo per i soldi. Aveva sempre fame non per metafora, ma perché glielo ricordavano tutti i giorni quei maledetti crampi allo stomaco che temeva molto di più dei crampi alle gambe. Ma la fama di Bottecchia si è protratta nel tempo anche per la sua tragica morte. Fu trovato massacrato di bastonate riverso in un canale nei pressi di un vigneto il 3 giugno 1927.

Il secondo protagonista non era ancora famoso ma avrebbe potuto esserlo e non solo come ciclista. Al contrario di Bottecchia, Raffaele Zoldan aveva il physique du ròle, era alto, un fisico possente, e aveva anche un sacco di ragazze. Bottecchia e Raffaele oltre al ciclismo li accomunava quel maledetto giugno. Raffaele Zoldan infatti morì in un incidente stradale il 2 giugno ma l’anno era il 1979 mentre correva in motorino per vedere la tappa del Giro d’Italia e il campione del momento Giuseppe Saronni.
Quindi, inforcando una bicicletta un po’ speciale, Tiziano Polese ripercorrerà un passato remoto e un passato più recente, tappa finale il presente.
1923 / 1979 due date che rappresentano due epoche di svolta di questo paese a cui non si può rimanere indifferenti perché altre morti eccellenti attraversano quei periodi (1924 omicidio Matteotti, 1975 omicidio Pierpaolo Pasolini, 1978 sequestro e morte di Aldo Moro). Una serie di morti misteriose. E allora, cavalcando quella pista ciclabile insieme a questi eroi, si potrà forse scorgere di lato quell’infame autostrada che inevitabilmente ci porterà a fare un focus sullo stato di questo strano paese chiamato Italia.

Ottavio Bottecchia Medaglia di Bronzo al valor militare «Con calma ed ardimento, sotto violento fuoco nemico, aggiustava tiri efficacissimi e falcianti con la propria mitragliatrice, arrecando gravi perdite all’avversario e fermandone l’avanzata. Costretto più volte ad arretrare, incurante del pericolo, portava seco l’arma e tornava a postarla aprendo sempre il fuoco violento sul nemico.» — Lestans, 4 novembre 1917

 

VIDEO su Youtube ABACO TEATRO Clip https://www.youtube.com/watch?v=9b2bpstD_K8

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