SANTA TERESA GALLURA. QUALE AREA MARINA PROTETTA?

Il problema inerente all’Area Marina Protetta, non è tanto quello di esprimersi a favore o professare la propria contrarietà. L’aspetto fondamentale, semmai, è quello di conoscere, con certezza, zonizzazione e vincoli base imposti dalla legge. Finora, purtroppo, nessuno è stato in grado di chiarire se nell’ambito dell’AMP, una volta istituita, è possibile introdurre modifiche alla zonizzazione originaria e alle zone (A, B e C) sottoposte a diverso regime di tutela ambientale. Il dilemma non è di poco conto, soprattutto se si considera che i vincoli di cui attualmente si è a conoscenza, sono talmente restrittivi che lungo la costa, da Capo Testa fino a Punta Falcone, i divieti, nell’ambito delle tre zone, sono tali e tanti da scoraggiare chiunque. Nella zona A, ad esempio, è vietata “la pesca sportiva ai residenti”, mentre è autorizzata nella zona B e C “solo con lenze e canne”. Per i non residenti, invece, la pesca sportiva è vietata nelle zone A e B, ed è consentita nella zona C “solo con lenze e canne”. La pesca subacquea in genere, invece, è vietata in tutte e tre le zone.
Si è di fronte, insomma, a dei grossi interrogativi che meritano profonda riflessione, prima di esprimere un sì incondizionato all’istituzione dell’Area Marina Protetta, tenuto conto che i vincoli previsti sono tali e tanti che impongono consistenti limitazioni agli amanti del mare. Il discorso di indire un referendum propositivo, affinché sia la popolazione a decidere del proprio destino, non è del tutto fuori luogo.
Tra l’altro, non è che fino ad ora, contrariamente a quanto contenuto nella lettera trasmessa dall’amministrazione comunale (14 marzo 2012) al Ministero dell’Ambiente, l’argomento sia stato approfondito come si vuol far credere.
LETTERA AMMINISTRAZIONE COMUNALE

LETTERA AMMINISTRAZIONE COMUNALE

LETTERA AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Nella lettera in questione, infatti, si afferma testualmente: “…tutto ciò premesso, poiché a seguiti di dibattiti e incontri pubblici a carattere locale, una larga rappresentanza della popolazione ha manifestato e confermato una diffusa propensione per la ripresa degli accordi necessari per la istituzione dell’Area Marina Protetta”. Quando e come questi incontri sono avvenuti? Mai. L’unica assemblea pubblica che si ricordi risale all’epoca dell’amministrazione Nicoli, svoltasi alla stazione marittima e nel corso della quale emerse la contrarietà all’istituzione dell’AMP. Vero è, invece, che il contenuto di un’altra lettera degli uffici comunali asserisce testualmente: “…incontri pubblici relativi all’Area Marina Protetta tenutisi a partire dal luglio 2014”. Come si fa, quindi, ad affermare, così come affermato nella lettera del 14 marzo 2012, che “si sono svolti dibattiti e incontri pubblici a livello locale”?
LETTERA CONFERMA RIAVVIO PROCEDURA MINISTERO DELL’AMBIENTE

LETTERA CONFERMA RIAVVIO PROCEDURA MINISTERO DELL'AMBIENTE

LETTERA CONFERMA RIAVVIO PROCEDURA
Non va dimenticato, in proposito, che l’amministrazione Bardanzellu, nel luglio del 2006 con delibera della Giunta Municipale, revocò il parere espresso dall’amministrazione Nicoli (deliberazione n° 11 del 20.01.04), con il quale, a suo tempo, fu espresso parere favorevole sul decreto istitutivo dell’Area Marina Protetta “Capo Testa-Punta Falcone”.
Nel giugno del 2014, tra l’altro, si svolse a Roma un tavolo tecnico tra amministrazione comunale, Assessorato Regionale all’Ambiente e funzionari del Ministero all’Ambiente, avente per oggetto “avviamento dell’iter amministrativo necessario per l’istituzione dell’Area Marina Protetta Capo Testa-Punta Falcone”. A distanza di un mese, ossia il 15 luglio 2014, l’amministrazione Pisciottu approva la proposta di deliberazione n° 88 avente per oggetto “studio di fattibilità propedeutico all’istituzione dell’Area Marina Protetta Capo Testa – Punta Falcone”, oltre all'”affidamento incarico a consulente esterno per l’analisi e l’assistenza tecnica”.
PROSPETTI ECONOMICO DELLA CONVENZIONE

prospetto economico convenzione

E il coinvolgimento dei cittadini? Deve ancora avvenire. Avviene, guarda caso, per richiesta dell’ISPRA il 21 e 22 luglio del 2014, incontri che si svolgono in Comune. Si convocano due riunioni con operatori della pesca, turismo marino e diving cui prendono parte, rispettivamente 19 (il 21 luglio) e 23 (il 22 luglio) operatori. Altri due incontri, sempre promossi dall’ISPRA, si tengono il 22 e 23 ottobre del 2014 e un altro il 25 gennaio del corrente anno. Anche a questi incontri hanno partecipato operatori della pesca, turismo marino e diving, per “fornire indicazioni e informazioni utili allo studio in corso” Nei due incontri di ottobre erano presenti 26 operatori, mentre a quello di gennaio hanno partecipato solo 5 operatori.
Volendo, insomma, c’era tutto il tempo di convocare una pubblica assemblea ed illustrare alla popolazione le determinazioni assunte dall’ISPRA. O, forse, commercianti, albergatori, ristoratori, pensionati e imprenditori in genere, non hanno il diritto di conoscere il percorso istituzionale dell’Area Marina Protetta ed esprimersi in merito?
Vale la pena ricordare, comunque, che il Ministero, a scanso di equivoci, ha puntualizzato che i costi di gestione dell’Area Marina Protetta, una volta istituita, ricadrebbero sull’Ente Gestore.
Quest’aspetto il Ministero dell’Ambiente lo esplicita nel rispondere alla lettera dell’Amministrazione Comunale a proposito della ripresa del procedimento d’istituzione dell’Area Marina Protetta, precisa: “Si ritiene doveroso anticipare che, stante la rilevante riduzione delle risorse finanziarie destinate alle Aree marine protette, questa Direzione non potrà assicurare alcuna copertura delle spese istruttorie e, ove si pervenisse all’istituzione, di quelle gestionali, che dovranno pertanto essere assicurate dal soggetto gestore che sarà individuato”. In parole povere, ciò significa che una volta istituita l’Area marina protetta ed esauriti i fondi, l’ente gestore, gioco forza, per qualsiasi attività prevista nell’ambito delle tre zone, dovrà applicare un tariffario.

Sovrapposizione tra vecchia e nuova zonizzazione. La vecchia è a colori

Sovrapposizione tra vecchia e nuova zonizzazione. La vecchia è a colori

 

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