Seconda giornata domani a Cagliari per la nona edizione di Creuza de mà, il festival di musica per film.

Seconda giornata, domani a Cagliari, per Creuza de mà, il festival dedicato alla musica per il cinema, quest’anno alla sua edizione numero nove, in corso fino a sabato (12 dicembre). La quattro giorni ideata e diretta dal regista Gianfranco Cabiddu con l’organizzazione dell’associazione culturale Backstage, prosegue con una fitta scaletta di appuntamenti – seminari, incontri, proiezioni – in programma fin dal mattino al Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” (in piazza Porrino), casa base del festival, e poi in serata con la musica dal vivo al Fabrik, il locale in via Mameli.

Si comincia alle 10, nell’Aula Porrino, con il workshop sulle tecniche innovative negli studi di registrazione condotto dal giornalista e critico musicale Stefano Bonagura. Salgono quindi in cattedra il sound designer Maurizio Argentieri e il fonico Pd Alessandro Zanon, due tra i più importanti tecnici del suono del cinema italiano, per un excursus sugli strumenti e le tecniche di ripresa e di montaggio del suono, sulla musica e gli effetti, e sulla sincronizzazione e l’adattamento del parlato, dei rumori e dei suoni degli ambienti.

A seguire, due corti di Monica Dovarch“Funk Haus Recording Studio Berlin” (2012, 4′) e “Tonne Takt – F.S.Blumm” (2014, 4′). Nel primo, la regista, nata a Nuoro e attiva tra Germania e Sardegna, segue l’artista Antony Hequet mentre presenta gli studi di registrazione della sede della Rundfunk der DDR, la radio pubblica tedesca. Nel secondo compone invece con un montaggio inedito una sua versione di un brano (“Tonne Takt”, appunto) del musicista Frank Schültge, alias F.S. Blumm.

Sempre in mattinata, alle 11, nell’Aula Magna del Conservatorio si parla di “Buone pratiche di sostenibilità ambientale nell’ambito di eventi e manifestazioni“, in un workshop a cura di Carlo Milia, Ottavia Pietropoli e Giovanna Cocco dell’Ecoistituto del Mediterrano. Il successo di un evento pubblico è determinato anche dall’equilibrio di componenti fondamentali quali gli aspetti economici, sociali e soprattutto ambientali: un modello, questo, che anche da Creuza de mà ha fatto suo in collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission per il progetto Heroes 20.20.20. attraverso la riduzione di quasi il cinquanta per cento del materiale cartaceo informativo, con le isole ecologiche dedicate alla raccolta differenziata in tutte le sedi del festival, con la distribuzione di gadget ecologici a compensazione delle emissioni dell’evento, e con un concorso sulla mobilità sostenibile rivolto al pubblico, che mette in palio dieci carnet di biglietti CTM da dodici corse.

Nel pomeriggio si resta nell’Aula Magna per tre appuntamenti. Nel primo, alle 16, si apre una nuova finestra sul cinema green sostenuto attraverso Heroes 20.20.20., il progetto europeo sperimentale, unico in Italia, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Sardegna Film Commissionl’Assessorato Regionale all’Industria – Servizio Energia e Sardegna Ricerche. In programma la visione dei cortometraggi “Piccoli grandi eroi” di Giorgia Soi“Domus” di Salvo Nicotra e “Ogni cosa al suo posto” di Paolo Zucca, preceduti da una presentazione a cura della direttrice della Fondazione Film Commissione Nevina Satta.

Indaga invece nella memoria e nell’identità del popolo Rom, lasciando intravedere un possibile percorso di emancipazione della più grande minoranza etnica d’Europa, il documentario di Piero d’Onofrio e Natascia Palmieri “Il mio nome è Rom (tre storie di donne)”, in programma alle 17; a seguire una conversazione sulla tradizione musicale nella filmografia Rom tra Riccardo Giagni e la stessa Palmieri, antropologa, esperta di cooperazione internazionale allo sviluppo e diritti umani.

Alle 18 chiude le proiezioni della giornata “Senza pace”, di Fabio Morichini, Matteo Sapio ed Enrico Tacconelli (2012, 90′): protagonisti Lorenzo, un cinquantenne fallito con la passione per la pittura, e Lena, una belga con una storia d’amore alle spalle finita male. Sullo sfondo il mondo grottesco della movida “civile” romana. Al termine, il regista Fabio Morichini racconta la realizzazione del film, girato in un capannone industriale, un enorme green studio nel quartiere del Pigneto a Roma, in una conversazione con gli WOW, il gruppo coautore della colonna sonora di “Senza pace”. Coordina l’incontro Riccardo Giagni.

E sono ancora gli WOW i protagonisti dell’ultimo appuntamento della giornata: la formazione in arrivo dalla capitale in versione duo con China Wow alla voce, batteria e tastiere, e Leo Non, alla chitarra e alla voce, sarà infatti in concerto alle 22 al Fabrik con il progetto “Altrove” che unisce il suono garage lo-fi con attitudini punk degli WOW ai video e alle luci del set di Luca Brinchi.

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