Al via domani a Cagliari la nona edizione di Creuza de mà, il festival di musica per film.

Taglio del nastro a Cagliari per la nona edizione di Creuza de mà, il festival di musica per il cinema ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu con l’organizzazione dell’associazione culturale Backstage, in programma fino a sabato (12 dicembre). Si parte domani (mercoledì 9 dicembre), con una fitta scaletta di seminari, incontri e proiezioni al Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” (in piazza Porrino), epicentro della manifestazione, più una coda serale nel segno della musica dal vivo al Fabrik, il locale in via Mameli.

La prima delle quattro, intense giornate cagliaritane, con ingresso gratuito a tutti gli appuntamenti, prende il via in mattinata – dalle 10 alle 13 nell’Aula Porrino del Conservatorio – con l’apertura del seminario sul suono e la musica nel cinema. Introduce il workshop un ospite di casa al festival, il musicologo e compositore Riccardo Giagni, cui spetta anche per questa edizione di Creuza de mà il ruolo di conduttore dei vari incontri in programma. Il primo contributo è a cura del giornalista e critico musicale Stefano Bonagura con un focus sugli studi di registrazione.

Nel pomeriggio, nell’Aula Magna, spazio a tematiche ambientali attraverso due appuntamenti. Alle 16 riflettori puntati su buone pratiche ecosostenbili delle filiere isolane e sulla nuova, innovativa industria audiovisiva con protocolli green, come quella sostenuta attraverso Heroes 20.20.20.: si tratta del progetto europeo sperimentale, unico in Italia, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Sardegna Film Commissionl’Assessorato Regionale all’Industria – Servizio Energia e Sardegna Ricerche, con l’obiettivo di trasformare la necessità di informare i cittadini sulle azioni di risparmio ed efficientamento energetico attive e disponibili in Sardegna, in un’occasione d’investimento su nuove forme di comunicazione con originali prodotti audiovisivi destinati al grande pubblico. Lo presenta la direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission Nevina Satta. A seguire la visione di tre audiovisivi realizzati nell’ambito del progetto: le serie web “Kuiles – il filo di lana” di Tomaso Mannoni“Nuova era” di Manuele Trullu, e il corto d’animazione “Il mio cane si chiama vento” di Peter Marcias.

Alle 17, la proiezione di “Ladiri” (2013, 9′) apre poi un approfondimento su una tecnica tradizionale di edificazione eco-sostenibile: attraverso i volti e le parole degli anziani, il documentario di Andrea Mura racconta la tradizionale tipologia abitativa delle case in terra cruda, diffuse nel sud della Sardegna. La visione di estratti video dell’Archivio Audiovisivo Terra Cruda (durata 23′) introduce poi l’illustrazione del progetto cross-mediale a cura di Andrea Mura realizzato in collaborazione con l’Associazione Internazionale Città della Terra Cruda: un archivio di storia visiva dedicato alle costruzioni in terra cruda e alla civiltà rurale in diversi Paesi europei: Francia, Italia, Spagna, Gran Bretagna. All’incontro intervengono Walter Secci e il presidente dell’Associazione Internazionale Città della Terra Cruda Enrico Pusceddu.

Si parla invece di stampa digitale applicata alla terra cruda con l’intervento di due rappresentanti dell’associazione Progetto Barega.org: l’architetto Stefania Casula e l’archeologo Mattia Sanna Montanelli.

Alle 18 si prende la scena della serata uno dei nomi più attesi del festival, il musicista e scrittore Massimo Zamboni, ospite di Creuza de mà in collaborazione con il festival Pazza idea. Progetto creativo. In una conversazione con Stefano Bonagura (titolo: “Quanti decenni può attraversare un proiettile? La terra emiliana non dimentica”), il chitarrista e cofondatore dei CCCP, gruppo storico del punk rock italiano, e poi dei CSI, presenta il suo libro “L’eco di uno sparo” (Einaudi, 2015), fresco vincitore, lo scorso novembre, del premio Manzoni al Romanzo Storico 2015 e del premio letterario “Della Resistenza” Omegna 2015. Nel romanzo, Massimo Zamboni fa i conti con l’assassinio del nonno fascista da parte dei GAP, ripercorrendo così la storia intrisa di sangue della terra emiliana.

A seguire, Il nemico – Un breviario partigiano (2015, ’80), il documentario di Federico Spinetti che vede riuniti attorno a un nuovo progetto sul tema partigiano, dopo quindici anni dallo scioglimento dei CSI, Massimo Zamboni e altri tre membri del gruppo, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli, più la cantante Angela Baraldi e Simone Filippi alla batteria. Un film musicale sulla Resistenza e le sue rappresentazioni che intreccia l’elaborazione musicale del progetto Post-CSI con la storia personale di Massimo Zamboni, tragicamente segnata da uno sparo.

E “L’eco di uno sparo” è anche il titolo del reading-concerto tratto dall’omonimo libro che suggella la prima giornata del festival al Fabrik: insieme a Massimo Zamboni, chitarra e voce, sul palco del locale in via Mameli, a partire dalle 22, ci saranno Emanuele Reverberi (Giardini di Mirò, Corrado Nuccini, Bandadiquartiere) al violino e al saz, e Cristiano Roversi (Moongarden, etichetta Aratroa) al basso.

La nona edizione di Creuza de mà è organizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Sardegna Film Commission, del Comune di Cagliari e della Fondazione Banco di Sardegna, con la partecipazione del Conservatorio di musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” e la collaborazione del festival Pazza idea. Progetto creativo, dell’Orchestra da camera della Sardegna, del Culture festival, del Fabrik, del Centro Cinema Città di Cesena e di CinematiCA – suoni da e per il cinema.

 

 

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