A Berchidda due weekend di musica con workshop, mostre e concerti

Due weekend di musica fra tradizione e innovazione, con workshop, mostre e concerti: il 5 e 6 dicembre, e poi sette giorni dopo, sabato 12 e domenica 13, doppio appuntamento a Berchidda (prov. Olbia-Tempio), dove l’associazione culturale Time in Jazz, titolare dell’omonimo festival internazionale fondato e diretto da Paolo Fresu, completa il percorso di due progetti che l’hanno vista impegnata nel corso dell’anno: uno è “Sonata di Mare”, un circuito transfrontaliero (cofinanziato con il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) che riunisce vari festival ed eventi dell’area marittima e costiera di Corsica, Liguria, Toscana e Sardegna, con l’obiettivo di valorizzare e mettere in relazione reciproca la musica tradizionale e contemporanea dei rispettivi territori e creare nuove produzioni artistiche; l’altro progetto è invece “I Luoghi del Jazz” (realizzato con il contributo del MiBACT) che ha come obbiettivo la valorizzazione dei luoghi e delle residenze artistiche delle organizzazioni partner coordinate da Time in Jazz (le associazioni Spaziomusica di Ancona, Polyphonia di Lucca, Rest-Art di Novara, Musica Moderna di Thiene in provincia di Vicenza, Locomotive di Sogliano Cavour in provincia di Lecce e l’Onyx Jazz Club di Matera), e la costituzione di reti tematiche strutturate attorno a “poli di aggregazione” artistica e hub creativi.

A “Sonata di Mare” è dunque dedicato il primo weekend, in calendario sabato 5 e domenica 6 dicembre, che sotto il titolo “Sonos” stringe il focus sulla musica del Mediterraneo: protagonisti delle due giornate, tra conferenze, masterclass e concerti, il sassofonista Stefano Cocco Cantini, il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, il suonatore di organetto diatonico Carlo Boeddu, il coro Cuncordu e Tenore de Orosei, il cantore corso Jérôme Casalonga, l’etruscologa Simona Rafanelli. A far da cornice, una mostra di strumenti delle tradizioni musicali delle regioni coinvolte nel progetto “Sonata di Mare”.

Dalla tradizione alla contemporaneità, nel fine settimana successivo (12 e 13 dicembre), che nel segno di “Mediterraneo Digital Project” affida il suo svolgimento ai contributi della cantante e pianista Debora Petrina, del chitarrista Enrico Merlin, del sassofonista Gavino Murgia, del trombonista Gianluca Petrella, e del dj e conduttore radiofonico Alessio Bertallot.

Sigla comune ai due fine settimana, il titolo “via Milano 18: suoni a domicilio” fa un chiaro riferimento al luogo che li ospita: il Centro Laber, l’ex caseificio riconvertito in “fabbrica” di cultura e spettacolo, base operativa di Time in Jazz domiciliata appunto al civico 18 di via Milano a Berchidda. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comune di Berchidda e con il contributo del Gruppo Unipol che, con il suo Corporate Sponsorship Program, sostiene progetti artistici e culturali, con la convinzione che lo sviluppo economico di un’impresa debba progredire accompagnando e appoggiando anche la crescita culturale e sociale della comunità in cui opera.
* Sonos, suoni e strumenti del Mediterraneo

Si comincia, dunque, il 5 e 6 dicembre, con “Sonos”, sezione conclusiva del progetto transfrontaliero “Sonata di Mare” dedicato alla valorizzazione del patrimonio musicale del Mediterraneo.

A inaugurare la serie di eventi, sabato 5 alle 18 nella Sala delle Lavorazioni del Centro Laber, sarà una conferenza-workshop sulla musica degli etruschi a cura di Simona Rafanelli e Stefano Cocco Cantini: l’etruscologa e il musicista toscani presenteranno il loro progetto di ricerca sulla musica di questo affascinante popolo, che ha portato alla ricostruzione dell’antico oboe etrusco, in un percorso tra etnomusicologia e antropologia.

Si collega a questi temi anche la mostra multimediale “Sonos” dedicata agli strumenti più rappresentativi delle tradizioni musicali delle regioni coinvolte in Sonata di Mare, che aprirà i battenti nella Sala I intorno alle 20, al termine della conferenza: gli strumenti saranno esposti in speciali teche sonore, nelle quali sarà possibile ascoltarne i suoni originali. In questa occasione, accanto agli strumenti isolani – campana, tumbarinu, launeddas, voce, organetto, trunfa, sulittu, chitarra, armonica – ci saranno anche la cetra corsa e l’oboe etrusco. La mostra sarà visitabile fino al 31 dicembre, dal lunedì al venerdì dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Tiene banco in serata il concerto che, a partire dalle 21.30, vedrà dialogare il sax di Stefano Cocco Cantini con il pianoforte e la fisarmonica di Antonello Salis tra composizioni originali e rivisitazioni di classici: un percorso eterogeneo che si snoda senza perdere mai la strada della melodia, punto cardine che ha riunito in questo progetto quello che la rivista Down Beat ha definito uno dei migliori e originali sax soprano del panorama mondiale, e uno dei musicisti più eclettici e talentuosi sulla scena internazionale.

La seconda giornata di “Sonos”, domenica 6 dicembre, si apre in mattinata, alle 11, con il workshop di Carlo Boeddu, apprezzato organettista ed esperto studioso della musica tradizionale sarda, che guiderà il pubblico alla scoperta dell’organetto diatonico e del suo universo sonoro, raccontando anche il suo percorso personale, che l’ha visto confrontarsi tra tradizione, innovazione e conservazione.

Si prosegue nel pomeriggio, alle 18, nella Sala delle Lavorazioni, con la masterclass tenuta dai cantori del gruppo Cuncordu e Tenore de Orosei, custodi ed eredi del patrimonio musicale e culturale dei canti sacri (“a cuncordu”) e profani (“a tenore”) della tradizione isolana, che illustreranno le dinamiche di questo antico stile corale, accostato per l’occasione alla tradizione canora della Corsica, rappresentata dalla voce di uno dei suoi più apprezzati interpreti, Jérôme Casalonga.

E in serata, alle 21.30, saranno sempre le voci del coro sardo e del cantore corso a suggellare insieme, in concerto, la due giorni berchiddese all’insegna di “Sonos”.
* Mediterraneo Digital Project

Spetta al chitarrista Enrico Merlin il compito di introdurre e presentare, sabato 12 alle 9.30, il “Mediterraneo Digital Project”, format che caratterizza il secondo weekend di dicembre al Centro Laber. Il primo contributo è del sassofonista nuorese Gavino Murgia, che alle 11 incontra il pubblico in una masterclass a porte aperte per raccontare come lo studio e la ricerca sulla voce l’abbiano portato alla scoperta di uno strumento nuovo, che ha imparato a far interagire con i suoi sassofoni, facendo di lui uno dei musicisti più originali nel panorama europeo.

Altra voce e altra testimonianza, dalle 15 alle 18, nella masterclass di Debora Petrina, cantante, pianista e compositrice che nel suo stile sintetizza con classe un obliquo e sensuale cantautorato con le sperimentazioni del jazz-rock e dell’elettronica.

Sintesi ideale e suggello della giornata, il concerto che alle 21.30 vedrà sul palco il musicista sardo e la veneta.

Protagonista assoluto della mattinata di domenica 13, Alessio Bertallot illustrerà nella sua masterclass, dalle 10 a mezzogiorno, le opportunità offerte alla musica dai canali di diffusione digitale e come la consolle possa dimostrarsi un efficace strumento di promozione.

Nel pomeriggio sale invece in cattedra uno dei nomi di primissimo piano della scena jazzistica italiana, il trombonista barese Gianluca Petrella, impegnato in una master, dalle 15 alle 18, e poi in concerto, alle 21.30, in duo con Enrico Merlin per l’ultimo atto di “Mediterraneo Digital Project”.
* Altri appuntamenti

Accanto al “Mediterraneo Digital Project”, il secondo weekend di dicembre propone altri due appuntamenti al Centro Laber. Sabato 12 si inaugura la mostra di quattro fotografi “di casa” a Time in Jazz, che hanno fissato nei loro scatti tanti momenti del festival: Pino Ninfa, Roberto Sanna, Massimo Schuster e Alessandro Toscano. “QuattroxQuattro”, questo il titolo della collettiva, sarà una sorta di anteprima delle loro mostre personali che sono previste all’interno della prossima edizione di Primavera al Laber, la consueta stagione di cultura e spettacoli proposta da Time in Jazz tra aprile e giugno. Ma questo “assaggio” di dicembre proporrà anche una piccola anticipazione di un’importante novità prevista per il 2016: i ritratti dei quattro fotografi in mostra al Centro Laber, saranno infatti esposti sulla facciata di Sa Casara, l’edificio d’epoca in ristrutturazione, destinato ad accogliere la nuova sede di Time in Jazz e parte delle sue attività espositive: in particolare la
mediateca che raccoglierà in un archivio fruibile al pubblico tutto il patrimonio di documenti, suoni e immagini (cd, libri, fotografie, registrazioni audio e video etc.) raccolto in ormai quasi trent’anni di attività di Time in Jazz.

La giornata di domenica 13 dedica invece una parentesi alla Midj, l’associazione dei jazzisti italiani nata per diffondere, valorizzare e tutelare il jazz “Made in Italy”, inteso nella sua più ampia accezione. Da mezzogiorno alle 13.30, la presidente Ada Montellanico, cantante di primo piano della scena jazzistica nazionale, con il contrabbassista sardo Salvatore Maltana e con Paolo Fresu a fare gli onori di casa, illustreranno ragioni e obiettivi dell’associazione nata nell’aprile dello scorso anno; ma sarà soprattutto un’occasione per ragionare sulle problematiche e la condizione dei jazzisti sardi, ai quali è principalmente rivolto l’incontro a Berchidda.

Tutti gli appuntamenti al Centro Laber, workshop, mostre, masterclass e concerti, sono ad ingresso gratuito. Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero telefonico 079704731 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Aggiornamenti e altre notizie utili sul sito www.timeinjazz.it e sulla pagina FaceBook di Time in Jazz.

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