ELEZIONI: CHI E’ DENTRO? CHI E’ FUORI? I GIOCHI CONTINUANO…

I teresini cominciano a chiedersi quali movimenti stanno nascendo in vista delle prossime elezioni amministrative. I movimenti ci sono e si stanno formando man mano, ma tutto avviene in maniera “carbonara”. Vi domanderete: perché tutto ciò? La risposta è molto semplice: perché nessuno vuole scoprire le carte fino all’ultimo momento. Destra, sinistra e centrosinistra stanno affilando le armi per concludere “ingaggi” importanti. E’ questo il motivo attraverso il quale, nelle diverse “parrocchie”, si cerca di mantenere il massimo riserbo sulle strategie messe in campo. La competizione per la conquista della “Casa Comunale”, da sempre, è caratterizzata da propositi e ambizioni non indifferenti. Sì “pedala” non poco per trovare, almeno sulla carta, il maggior numero di consensi e valutare l’eventuale potenzialità di successo. In questa fase, però, anche ottenendo risposte affermative alla richiesta del voto, non è facile stabilire l’orientamento dell’elettorato. Una cosa è rispondere sì alla richiesta di un parente, di un amico o di un conoscente. Altra cosa è esprimere il voto nel segreto dell’urna. I franchi tiratori, infatti, sono sempre in agguato e, conseguentemente, i calcoli sono suscettibili di sostanziali variazioni, in positivo o in negativo.
Si deve prendere atto, in ogni caso, che tutti sono animati da una forte volontà di entrare nel Palazzo di Piazza Villamarina da vincitori e decretare, nel corso del quinquennio, il proprio pensiero di sviluppo del paese. In questa fase, insomma, l’unico intento diventa la conquista del Comune, a prescindere da programmi e obiettivi da perseguire. Prima si lavora sull”elenco delle persone da candidare e poi tutto il resto. Nascono così le contrapposizioni tra “buoni&cattivi”. Si sfoglia la margherita e si procede: questo sì, questo no. In questa fase non si valutano competenze e preparazione individuale. Si fa la cernita tra simpatie e antipatie, per poi tener conto del peso elettorale di ciascun elemento da candidare. Sono difetti, questi, che nel corso del tempo hanno caratterizzato soprattutto le anime del centrodestra, da circa un ventennio frantumato in gruppi e gruppuscoli. E si tratta di una frantumazione derivante non tanto da questioni ideologiche o di contrasti sui programmi, quanto per le solite beghe e contrapposizioni che esulano dalla politica. Tutti gli schieramenti, a destra e a sinistra, non sempre hanno privilegiato il programma e le cose da fare nell’immediato. Si è pensato, piuttosto, a vincere la contesa elettorale e nulla più. Tra l’altro, c’è pure da considerare che spesso e volentieri, quando si sono sottoposti i programmi all’attenzione del corpo elettorale, una volta concluse le elezioni concluse, i contenuti sono finiti nel dimenticatoio.
In paese c’è un certo mormorio su possibili movimenti elettorali, sia da parte del centrodestra, sia da parte del centrosinistra. Il quadro, in ogni caso, appare piuttosto nebuloso perché le parti in causa mirano a non scoprire le carte prima del tempo. Gli aspiranti all’ingresso in Consiglio comunale stanno predisponendo le “migliori” strategie per vincere la sfida. Intanto, però, si lavora in incognito, perché nulla trapeli e nessuna strategia arrivi alle orecchie degli avversari. Tutte le azioni, in questo momento, sono incentrate nella ricerca di possibili soggetti da candidare, a prescindere dalla militanza politica o dalle simpatie verso questo o quel partito. L’imperativo è vincere le elezioni e, pertanto, a livello amministrativo, ogni compromesso è giustificato. E’ “caccia aperta” a chi, tra le famiglie, ha un maggiore potenziale di voti da mettere sul “piatto della contesa”. Ancora la competizione non è entrata nel vivo. Va da sé, però, che tra non molto gli aspiranti sindaci dovranno uscire allo scoperto e, allora, ne vedremo e ne sentiremo delle belle.

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