palau. Festival Isole che Parlano, XIX Edizione

Palau. Quali e quante lingue utilizzano per comunicare le Isole che Parlano? Ogni anno qualcuna in più. È per questo che per semplificare le cose, per la sua diciannovesima edizione, Sarditudine ha scelto il tema l’esperanto – lingua ideata tra il 1872 e il 1887 dal polacco Ludwik Lejzer Zamenhof – che sintetizza speranza e si pone come obiettivo il dialogo tra i popoli e la tutela delle minoranze. La convivenza pacifica e armoniosa delle culture, in opposizione e contrasto con il concetto di egemonia è da sempre alla base dei programmi di Isole che Parlano, sospesi tra tradizione e innovazione. Così come esperar, aspettare, è una delle risorse di questo festival che ha accompagnato un ventennio di trasformazioni, descrivendole con perizia e originalità, aspetto che gli ha conferito il meritato riconoscimento di Effe, network delle più importanti realtà europee.

Il format della manifestazione ideata da Paolo e Nanni Angeli, organizzata dall’associazione Sarditudine, ribadisce il suo orientamento, con mostre fotografiche, in cui il reportage in bianco e nero preserva la memoria storica. I laboratori per bambini e ragazzi curati da Alessandra Angeli, in cui l’approccio multilinguistico del fare arte crea un ponte ideale tra le differenti discipline. E la musica, dove i generi musicali sposano un’ideale rosa dei venti facendoli convergere tutti nel territorio gallurese, tra Bortigiadas, Sant’Antonio e Palau.

Tante le prime regionali e nazionali per il festival nato a Palau ma che, anche quest’anno, avrà un prologo in alta Gallura. La manifestazione inizia con un passaggio di consegne a Bortigiadas, in collaborazione con la rassegna Onde Sonore. Si apre sabato 5 settembre, alle 18.30 alla Funtana Noa, con il concerto/master class di Laima Jansone virtuosa dei kokles, che ha esteso le potenzialità performative e tecniche, abbracciando e confrontandosi con altri generi musicali come il jazz, la musica tradizionale di altre aree del mondo, la musica ambient e quella classica. È stata consacrata come un
a delle musiciste più importanti della Lettonia trasfigurata in chiave contemporanea.

Dal 7 al 9 settembre si rinnnova il consueto appuntamento con Isole che parlano ai bambini, laboratori a misura di bambine/i e ragazze/i ideati e a cura di Alessandra Angeli.

Per la sezione fotografia arriva a Palau Letizia Battaglia, la più grande fotografa contemporanea in Italia. La mostra “Fotografie” verrà inaugurata assieme alla protagonista giovedì 10 settembre, alle 21.30, al centro di documentazione del territorio di Palau.

Giovedì 10 settembre entra nel vivo la programmazione musicale. A Lu Naracu, località di Sant’Antonio di Gallura alle 18.30 il clarinettista Marco Colonna, virtuoso, esperto esecutore di strumenti a fiato mediante la tecnica della respirazione circolare (emissione comunemente utilizzata nelle launeddas), sarà protagonista del concerto “Circolare”. Un avvincente solo in cui le composizioni si initersecano nel flusso dell’improvvisazione.

 

Colonna sarà protagonista a Palau di un incontro a due voci, insieme al musicista turco Görkem Şen, ai piedi della stele della Tomba dei Giganti Li Mizzani, venerdì 11 settembre, alle 11. Di Görkem Şen e del suo yaybahar si è molto parlato in ambito internazionale, grazie a un video pubblicato in rete diventato virale, che ha avuto oltre 3milioni di visite in un anno. Mostra come nel nuovo millennio, la musica possa ancora sorprenderci con l’invenzione di nuovi strumenti acustici. Şen, descrive se stesso come un musicista etnico futurista. Imperdibile il suo solo a Palau, alle 18.30 a Cala Martinella. Il suono ancestrale e acquatico dello yaybahar entrerà in contatto con quello della risacca del mare. Poche ore dopo ci si trasferisce sull’altra sponda, a Punta Palau in località Porto Faro, per il concerto delle 22, coprodotto con l’ambasciata norvegese. Imperdibile appuntamento con l’avvincente doppio set del batterista norevegese Thomas Strønen e dell’oudista egiziano Tarek Abdallah. Strønen è uno dei più profilici batteristi e compositori norvegesi, capace di fondere il drumming acustico con la tecnologia del sampler. È conosciuto a livello internazionale per gli oltre 65 album registrati per prestigiose label, come la Ecm e Rune Grammofon. Abdallah trae ispirazione dall’età d’oro dell’arte dell’oud-solo egiziano (1919-1930), argomento che rappresenta anche il cuore della sua ricerca etnomusicologica. La rivitalizza con sue composizioni e la pratica dell’improvvisazione.

Abdallah sarà protagonista della master class di sabato 12 settembre, nella chiesa campestre di San Giorgio alle 11.30, dal titolo “L’oud e il riqq nella tradizione musicale egiziana”, condivisa con Adel Shams el-Din, uno dei più premiati e importanti musicisti di riqq e percussionisti del mondo arabo. Autore dell’album “Quarante rythmes du moyen-orient”, vera e propria pietra miliare per conoscere la percussione del medio oriente. A seguire, il primo canto e alle 13.15 l’aperitivo campestre. Spazio quindi alla musica sarda. Appuntamento alla Roccia dell’Orso alle 17 con “Di Granito”, X edizione. Le musiche tradizionali tra sacro e profano del Tenore Santa Maria de Otzana e Nostra Segnora de Seunis de Thiesi sono chiamate a sonorizzare la Roccia dell’Orso con la processione dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Isre, Amc e Itinere.

Sempre sabato, appuntamento alle 22 in piazza Fresi con un duo che promette scintille. Karolina Cicha & Bart Palyga, polistrumentisti polacchi, presentano in prima nazionale a Palau il loro album “9 Language”. Durante il concerto si alternano suoni etnici provenienti dal morin khuur, dalla dutera, la jew’s harp, il duduk, la fisarmonica, piccoli flauti, la mandola, baglamas, che si fondono con gli arcaici overtone singing, cosi come a batterie elettroniche, samplers e loopers che danno una pulsione contemporanea agli elementi della tradizione. Il duo ha vinto il Grand Prix e il premio della giuria dal ‘New Tradition’ il più importante festival di folk polacco organizzato dalla Polish Radio. Il progetto è realizzato in coproduzione con Time in Jazz. Chiusura a mezzanotte con il tradizionale “Saluto al mare”, sulla spiaggia di Palau Vecchio.

Epilogo del festival, domenica 13 settembre, con il duo d’eccezione composto da Tarek Abdallah, oud, e Adel Shams el-Din, riqq e percussioni. Proporranno i brani del loro lavoro, alle 18.30, all’interno della struttura della Fortezza di Monte Altura. Il termine Wasla, che da il titolo al concerto, si riferisce nello specifico alla suite nella musica classica egiziana, praticata tra la fine del XIX secolo e il 1940. Il periodo, definito come la ‘Nahda era’ è considerato l’età dell’oro non solo nella tradizione musicale egizia ma anche per il vertice raggiunto nel repertorio da solista per oud. “Wasla” è una creazione sviluppata da Tarek Abdallah che si ripropone di rivivere quest’epoca d’oro ma ridando vita al materiale tradizionale, attraverso un approcio differente, tanto in termini di composizione, quanto di interpretazione e improvvisazione.

Dal 10 al 13 settembre, al Grillo Parlante, “Isole di Not(t)e” e dopo mezzanotte Dj set & guests.

Isole che Parlano è organizzato da Sarditudine, con il contributo di Assessorato al Turismo della Regione Sardegna, Fondazione Banco di Sardegna, Comune di Palau, Banca di Sassari, Ambasciata di Norvegia, Comune di Sant’Antonio, Comune di Bortigiadas, la media partner di Radio 3 RAI, il patrocinio della commissione italiana dell’UNESCO, la collaborazione di Time in Jazz, Archivio Mario Cervo, Ogros, Sardinia Ferries, Provincia Olbia Tempio.

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