AGLIENTU. A RENA MAJORE IL FALO’ DI SANT’ANTONIO

anigif22Aglientu. Rispettando una tradizione che si ripete da venti anni, Rena Majore ha celebrato la festa di Sant’Antonio Abate con il tradizionale falò. Tanta gente, ieri sera, si è riversata nella piazzetta in terra battuta, per seguire l’evento. Non solo gente residente nel villaggio, ma era presente anche una discreta rappresentanza di Santa Teresa e di Aglientu, compreso l’assessore Careddu.
I presenti hanno manifestato la propria soddisfazione per un’iniziativa che, anno dopo anno, sta assumendo i connotati di una festività di fratellanza e d’incontro, per trascorrere alcune ore in allegria mangiando e bevendo con moderazione. Da bere e mangiare ce n’era in abbondanza: dolci, salsiccia e carne arrosto, prosciutto, salame, formaggio e pancetta.
Tutto è filato liscio come l’olio, dalle ore 19.00 fino all’una, in una sequenza d’incontri e di conoscenze vecchie e nuove, attorno ad un falò maestoso. Si è festeggiato all’insegna di una tradizione, secondo la quale quelli che hanno a che fare con il fuoco sono posti sotto la tradizione di Sant’Antonio, in onore del racconto che vedeva il santo recarsi all’inferno. Il santo, tra l’altro, è anche protettore degli animali e, per l’occasione, era discreta anche la presenza dei cani.
Questa tradizione del falò a Rena Majore sopravvive, soprattutto, grazie all’impegno dei fratelli Casula, Domenico e Pinuccio, e di Pietro Demuro, oltre alle proverbiali fatiche delle rispettive consorti, che per ben due giorni lavorono sodo nella preparazione del vettovagliamento e tutto l’occorrente per rendere l’appuntamento il più soddisfacente possibile. A coordinare l’organizzazione, da sempre, è Domenico Casula. Il fratello Pinuccio, invece, coadiuvato da Salvatore Fioredda, Michele Fadda, Gianni Soddu, Leonardo Alba e Massimiliano Giorgioni, è il braccio operativo nella preparazione del falò.
Come di consueto, alle ore 19.00 è “partito” l’attesissimo falò, attorno al quale, i presenti, si sono scatenati in un simpatico girotondo propiziatorio. Dopo di che, Pinuccio Casula e Gianni Soddu, grazie all’ausilio di due barbecue, hanno iniziato ad arrostire la salsiccia e la carne. Pietro Demuro si è dedicato al “taglio”. Salvatore Fioredda e Massimiliano Giorgioni si sono “votati” a farcire i panini e distribuirli ai presenti. Insomma, si è trattato di una bella ricorrenza che ha concorso a scacciare la monotonia di cui il villaggio è avulso durante la stagione invernale. Gli organizzatori, pertanto, meritano un “BRAVO” incondizionato.

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