Discussioni a non finire per la chiusura della discarica di “Valdigalera”

Si sapeva da lungo tempo che l’isola ecologica di “Valdigalera” era fuori norma. Le amministrazioni comunali succedutesi nel tempo, però, hanno ignorato il problema. Nessuna iniziativa concreta è stata assunta per porvi rimedio. Nel corso degli anni le proposte non sono mancate ma, tirate le somme, tutto è rimasto al punto di partenza. Era prevedibile che un giorno o l’altro, in seguito a qualche esposto, sarebbe intervenuta la Magistratura e la chiusura di quell’area sarebbe stata inevitabile. Ed, infatti, è quanto è avvenuto all’inizio del corrente mese, con il nucleo della Polizia Giudiziaria della Forestale, su disposizione della Procura della Repubblica di Tempio, ha apposto i sigilli all’intera area. Il provvedimento ha generato in paese diversi mugugni a più livelli.
Naturalmente, in tanti hanno scordato che se l’Autorità Giusiziaria è arrivata a tanto, significa che sull’intera area è stato riscontrato uno stato di fatto alquanto precario e pericoloso. Ricordiamo, in proposito, che il provvedimento è scaturito da un esposto inoltrato da Gianni Usai alla Procura della Repubblica di Tempio. Di “campane”, in paese, se ne sentono tante sulla chiusura della discarica. C’è chi sostiene che Gianni Usai non doveva informare la Magistratura, ma, semmai, aveva il dovere, in primo luogo, di avvertire l’amministrazione comunale. Altri, invece, sostengono che doveva coinvolgere il gruppo di minoranza, per promuovere un dibattito in consiglio comunale o, addirittura, organizzare un’assemblea pubblica. Un’altra corrente di pensiero, per contro, condivide l’iniziativa perché – si sostiene – la discarica, nello stato in cui versava, rappresentava un pericolo per l’intera collettività. A prescindere dalle singole opinioni, però, si deve prendere atto che essa, in quello stato, costituiva una vera “bomba ad orologeria”. E’ fuor di dubbio che senza l’esposto di Gianni Usai, la discarica, con tutte le deficienze riscontrate, sarebbe operativa ancora oggi, in barba a qualsiasi norma sanitaria.
Adesso, se non altro, quell’area andrà risanata e la Gesenu dovrà individuare altra superficie, dotandola di tutte le prescrizioni previste per legge. Un’area destinata a tale servizio pare sia stata individuata in zona artigianale. Ora c’è solo da chiedersi: a quando la nuova area ecologica?
L”iniziativa di Gianni Usai, quindi, ha prodotto i suoi frutti, se è vero, com’è vero, che il problema si trascinava da anni e nessuno, compresi i consiglieri comunali, si è adoperato per richiedere un risanamento dell’area di “Valdigalera”. L’esposto, perciò, ha costituito una sorta di pungolo verso l’amministrazione comunale da un lato e la ditta appaltatrice del servizio di raccolta dall’altro. Questo compito, a dire il vero, sarebbe spettato alla minoranza consiliare. In fondo, le minoranze hanno un ruolo istituzionale particolare, sia per vigilare sugli atti della giunta, sia per denunciare problemi e situazioni attinenti alla vita quotidiana della collettività.
Il gruppo di minoranza, purtroppo, ha sonnecchiato da sempre su problemi grossi e piccoli, denotando scarsa avvedutezza sulle vicende quotidiane. E’ naturale, pertanto, che di fronte a problematiche d’interesse collettivo, tali mettere in pericolo la salute degli abitanti, sia stato un privato cittadino a determinare l’intervento della Magistratura. Perché, allora, crocifiggere Gianni Usai, che ha avuto il coraggio di assumere un’iniziativa che altri, pur conoscendo il problema, non hanno intrapreso?

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