Salvini contro l’elemosiniere del Papa: “Ora paghi le bollette arretrate”

“Conto che dopo aver riattaccato la luce, paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate che ci sono”. Lo ha detto il vice premier Matteo Salvini, in un comizio a Bra, parlando della vicenda del palazzo occupato a Roma da “3-400 persone, che non pagavano le bollette, e dove la società che le gestisce ha tagliato la luce, dicendo, o paghi come tutti gli altri italiani nel mondo, o non ti dò il servizio”.

Invece, ha attaccato il ministro dell’Interno, “è arrivato un alto esponente del Vaticano, l’elemosiniere del Santo Padre, che è andato a riattaccare la luce”. “Io conto – ha continuato Salvini – che dopo aver riattaccato la luce, paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate, che ci sono”. “Penso che voi tutti, facendo sacrifici le bollette le pagate – ha quindi detto il vice premier alle persone presenti – Se qualcuno è in grado di pagare le bollette dei milioni di italiani in difficoltà economica siamo felici e aspettiamo la sua disponibilità economica. Se si paga per chi occupa un palazzo abusivamente, si paghi per tutti gli italiani che ne hanno bisogno”.

Roma, lʼelemosiniere del Papa riattiva la corrente in uno stabile occupato
E’ arrivato in un palazzo occupato al centro di Roma, ha visto lo stato di difficoltà per tante persone prive della luce da giorni e ha riallacciato la corrente elettrica che era stata staccata dall’azienda per morosità.

Palazzo occupato: elemosiniere Papa, pronto ad ogni conseguenza
“Sono pronto ad ogni conseguenza, sono consapevole di tutto, sono convinto. Ma intanto in 500 ora hanno luce e acqua calda”. Il cardinale Konrad Krajewski, l’elemosiniere del Papa, lo dice all’AGI a proposito dell’intervento che ha effettuato ieri in via Statilia, a Roma, a poche decine di metri dalla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, dove c’e’ un palazzo occupato da anni e dove vivono quasi 500 persone, “tra cui un centinaio di bambini”.

Lo stabile, ormai da qualche anno noto come Spin Time Labs, e’ dal 6 maggio scorso privo di alimentazione elettrica e ieri il porporato – riferiscono diverse fonti – si e’ calato nel tombino dove arrivano i cavi Areti e, forte della sua esperienza in materia acquisita in gioventu’, ha provveduto a ripristinare l’allaccio e quindi ‘luce fu’ nello stabile. “Inutile dire tante parole: se qualcuno adesso vuol capire, ha tutte le possibilita’ per farlo, queste cose si commentano da sole – dice il porporato al cronista – Io mi limito a chiedere a lei come a tanti altri.

Lei ci starebbe in una casa senza luce e senza acqua calda? No, vero? Dunque, se ci sono famiglie in quelle condizioni perche’ non intervenire?”. Eminenza, da qualche parte non mancano critiche nei suoi confronti, dicono che ha violato la legge o comunque ha fatto qualcosa che non e’ nelle sue competenze…”La luce c’e’, e questo conta per me e per chi c’e’ li’ dentro. La colpa e’ solo mia, e ripeto che sono pronto a pagarne le conseguenze. Per me conta che quella gente, pensi a tutti quei bambini.., abbia la luce e l’acqua calda, il resto non ha importanza.

Non mi interessa quello che altri commentano o come giudicano. Domani e’ un altro giorno, intanto c’era il fine settimana dove tutto e’ fermo. Lei e’ mai riuscito ad ottenere qualcosa in termini di servizio pubblico nel fine settimana?”. Sicuramente no, almeno finora, eminenza..”Ecco, vede? Sa che oggi e’ la Domenica del Buon Pastore nella liturgia della Chiesa? Bene, almeno in questa giornata hanno luce e acqua calda. Il Papa ha baciato i piedi di persone umili, Gesu’ duemila anni fa ha baciato i piedi degli apostoli: se qualcuno vuol capire, ha tutte le possibilita’ per farlo.

In questa Domenica del Buon Pastore tutti, anche i ricchi, hanno gli stessi diritti. Il resto non conta davvero…”. Ma domani lei ci sara’ all’assemblea in programma allo Spin Time Labs? “Domani e’ un altro giorno”, conclude l’elemosiniere del Papa, e si percepisce che la sua e’ un’espressione verbale accompagnata dal sorriso. Chi vuole capire, lo puo’ fare. (AGI) Vic 121842 MAG 19 NNNN

FONTI VATICANO, ‘DA ELEMOSINIERE GESTO UMANITA’, CONSAPEVOLE CONSEGUENZE’

A compiere il gesto tanto insolito quanto simbolico è stato il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, di ritorno da Lesbo dove ha portato la solidarietà di Papa Francesco ai profughi presenti nell’isola greca. Il porporato “è stato informato di una grave situazione in uno stabile occupato in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma in cui si trovavano oltre quattrocento persone, tra cui numerosi bambini – riferiscono all’AdnKronos fonti vaticane vicine all’Elemosineria Pontificia – Come elemosiniere, ha sentito il dovere di compiere un gesto umanitario, provvedendo personalmente a riattivare la corrente elettrica all’edificio”, che non è di proprietà del Vaticano.

Questo gesto, sottolineano ancora le fonti vaticane, “è stato compiuto dal cardinale Krajewski nella piena consapevolezza delle possibili conseguenze d’ordine legale cui ora potrebbe andare incontro, nella convinzione che fosse necessario farlo per il bene di queste famiglie”.

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