Santa Teresa Gallura. Sabato 30 marzo La Grande Prosa con l’originale commedia “Egregio Sig. Assessore”

Focus sull’ambiguo fascino della crudeltà con “Egregio Sig. Assessore”,  l’originale commedia “nera” firmata Akròama, in cartellone sabato 30 marzo alle 21 al Teatro Nelson Mandela di Santa Teresa Gallura La pièce scritta, diretta e interpretata da un istrionico Elio Turno Arthemalle – protagonista sulla scena insieme con Valentina Fadda, Eleonora Giua, Emanuela Lai, Daniele Pettinau e Angelo Trofa – sulla falsariga di un’ipotetica missiva con cui un produttore cerca “disperatamente” ma anche sfrontatamente di indurre un non meglio identificato amministratore a finanziare la mise en scène di uno spettacolo capace di conquistare il pubblico con un’irresistibile miscela di melodramma e ingredienti pulp.

Un raffinato divertissement metateatrale per un viaggio dietro le quinte alla scoperta dei segreti del successo come dell’inquietante ma innegabile attrazione esercitata sulle folle da stragi e efferati delitti, oltre che dagli amori sfortunati, in una rappresentazione “a tinte forti” delle umane passioni. Se l’arte è lo specchio della realtà, la curiosità morbosa e la sete di sangue che accomunano gli amanti dei combattimenti dei gladiatori nell’antica Roma e la gente radunata per le esecuzioni di piazza ai moderni appassionati di thriller e film di guerra mostrano un lato oscuro dell’animo umano, o forse un semplice desiderio di esorcizzare l’impulso della violenza in una sorta di collettiva catarsi.

Sul gusto popolare e le peggiori inclinazioni del pubblico un sedicente capocomico o impresario fonda le sue speranze di futuri ingenti guadagni: “Egregio Sig. Assessore”con i fantasiosi costumi di  Salvatore Aresu,  le sofisticate scenografie di  Sabrina Cuccu, e l’evocativo disegno lucidi Lele Dentoni (fotografie di scena di Sabina Murru) – descriveinfatti un paradossale tentativo di indurre un amministratore ad investire in una mise en scène che non potrà che ottenere il gradimento e l’approvazione dei suoi potenziali elettori, i quali appagati dalla visione non mancheranno di rinnovargli la fiducia. Una seduzione sottile e pericolosa, quella esercitata dall’impresario che offre la sua “merce” vantandone i meriti e gli effetti speciali, in chiave decisamente splatter: «nessuno le offrirà altrettanto sangue, altrettanti delitti, altrettante mutilazioni, insomma altrettanti morti di quanto farò io».

Tra eros e thanatos – amore e morte – un moderno melodramma che narra di tragedie familiari, traumi infantili e turbe psichiche, misteriosi omicidi e ordinarie crudeltà secondo il “proponente” garantirebbe all’assessore e potenziale mecenate un vasto consenso: la pièce mette l’accento sulla difficile situazione degli artisti in tempi di crisi economica e tagli alla cultura e sul ruolo delle istituzioni nel sostenere e favorire lo sviluppo armonico della società nel segno della bellezza. “Egregio Sig. Assessore” affronta con ironia un nodo cruciale capovolgendo i termini della questione perché se l’arte nel senso più alto, la ricerca di un significato profondo e la sperimentazione di nuovi linguaggi non trovano riscontro sul “mercato” tanto vale perseguire il successo con un’opera di carattere “commerciale”.

Una provocazione intellettuale e artistica, con la vis comica di Elio Turno Arthemalle e il talento degli attori per dar vita ad una satira pungente delle strategie culturali del Belpaese – in cui si confondono qualità estetica e quantità delle repliche o degli spettatori e invece di privilegiare e investire sulla diversificazione delle produzioni e sull’emergere di nuove realtà si pensa ad “ottimizzare” ovvero ridurre le risorse senza guardare al futuro – e sugli effetti (e i rischi) del nuovo mecenatismo degli enti pubblici e privati. “Egregio Sig. Assessore” accende i riflettori sullo stato dell’arte del teatro, sul suo ruolo nella società, sul compito di risvegliare le coscienze e offrire spunti di riflessione sull’evoluzione o involuzione dei costumi e sugli effetti collaterali dei mass media: sui palcoscenici della Gallura una commedia decisamente contemporanea che accanto alle scelte spregiudicate di certi sedicenti “artisti” si interroga sul concetto di bene comune e sulle responsabilità individuali senza rinunciare alla leggerezza e a un (nero) umorismo – per far sorridere e pensare.

SANTA TERESA GALLURA

Biglietti

Intero 13 euro – ridotto 11 euro

Info: Cooperativa La Beddula – cell. 348 9176595 – teatronelsonmandelastg@gmail.com

www.cedacsardegna.it

CONTATTI:  Ufficio Stampa CeDAC/ Sardegna:

Anna Brotzu – cell. 328.6923069 – cedac.uffstampa@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Svolgi la seguente operazione * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.