Santa Teresa Gallura. Una festa patronale da incorniciare

Dal 12 al 16 ottobre, Santa Teresa Gallura ha celebrato le feste patronali dedicate a San Vittorio Martire, Santa Teresa D’Avila e Sant’Isidoro Agricoltore. Sono stati quattro giorni intensi di celebrazioni religiose e civili.

Anche quest’anno il comitato organizzatore. I “Fidali 1975”, ha profuso il massimo impegno, naturalmente compatibilmente con le disponibilità finanziarie, per allestire un programma coinvolgente da un lato e di richiamo dall’altro che non ha deluso le attese della vigilia. Si rende indispensabile, quindi, esprimere delle significative grazie ai “Fedali 75”, considerato che nel corso dell’anno non hanno lesinato gli sforzi per la raccolta dei fondi per il varo di un “cartellone” di tutto rispetto.

Giovani e adulti, insomma, nell’arco dei quattro giorni hanno avuto l’opportunità di prendere parte, con fede e rispetto, ai festeggiamenti religiosi da un lato e a quelli civili dall’altro. Possiamo affermare che la festa patronale è profondamente radicata nella comunità ed è significativa non solo per i credenti, ma per tutti i teresini che hanno partecipato numerosi sia alle tre processioni, sia alle sante messe celebrate da don Peppino Masala nella parrocchia di San Vittorio.

Non si può fare a meno di rilevare che particolarmente significativa è stata la processione di lunedì 16 ottobre in onore di Sant’Isidoro agricoltore, con la partecipazione di un nutrito numero di cavalieri, della banda musicale di Calangianus, il gruppo “Folk Lungoni”, un nutrito numero di cavalieri e il carro a buoi con la statua del santo. La festa patronale, tra l’altro, rappresenta un appuntamento al quale non vogliono mancare neanche alcuni teresini che, per motivi di lavoro o altro, risiedono altrove, dimostrando così un segno di devozione e di attaccamento al paese natale.

Un encomio, dunque, va rivolto comitato organizzatore per l’impegno profuso per l’organizzazione di una “cinque giorni” che ha soddisfatto in pieno le attese della comunità. Ma un elogio va pure esteso alle forze dell’ordine per avere garantito sicurezza e tranquillità nel corso delle singole manifestazioni. Un grazie va rivolto pure a don Peppino Masala per quanto riguarda la celebrazione dei riti religiosi nell’arco delle quattro giornate.

Ovviamente, con i fondi raccolti, non si poteva pretendere l’allestimento di una programmazione di spessore maggiore. D’altronde, a suggellare la buona riuscita degli eventi, è sufficiente ricordare la massiccia partecipazione di pubblico agli spettacoli canori, svoltisi, come di consueto, nel “salotto cittadino”, ossia la Piazza Vittorio Emanuele, sempre gremita fino all’inverosimile: il giorno 13 con il concerto dei Nomadi, mentre il giorno 14 con il gruppo “Folk Lugoni”, il “Coro Ortobene di Nuoro” e il “Trio Puggioni”.

Il giorno 15, invece, è stato il Karaoke a suscitare entusiasmo e risate a non finire con l’esibizione di tanti aspiranti cantanti, tra i quali ha primeggiato la star locale “zio Peppe”, che ha mandato in visibilio gli spettatori.

La serata clou, comunque, è stata quella del giorno 16 con il concerto di Dodi Battaglia, la cui esibizione ha mandato in delirio uomini e donne. Nel corso delle giornate, comunque, non sono mancati i giochi in piazza per il coinvolgimento dei bambini e i balli per tutte le età con la fisarmonica di Antonello Pirredda. E poi musica per tutti i gusti con i DJ Rayan, Carlito, Paki, Country Cousins, Tommy Deejay, Dj Pierpy, oltre alla cantante Mary Impagliazzo e due complessi musicali locali: “Sgate’s” e “The Risk Ban”.

Particolare entusiasmo hanno destato due eventi: il giorno 13 la “Corsa agli Anelli” e il giorno 16 la corda de “Lì Carruleddhi”. Si può concludere, quindi, affermando che la festa patronale ha appagato i gusti di tutti e non resta che esternare il classico augurio “arrivederci al prossimo anno”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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