“Sulla mia pelle”, il film su Stefano Cucchi che l’Italia deve vedere

Quando in Italia si parla di Stefano Cucchi credo che in pochi possano dire di non averlo mai sentito nominare.

Tutti noi, infatti, siamo stati abituati a vedere nei TG, sul web o in qualche trasmissione televisiva il volto combattivo di Ilaria Cucchi, sua sorella, mostrarsi al mondo per chiedere giustizia. Ma quanti di noi saprebbero effettivamente dire chi sia stato Stefano Cucchi? Pochi. Forse nessuno. Ecco perché è stato così importante girare un film su di lui. Ecco perché il regista Alessio Cremonini ha presentato alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il film intitolato Sulla mia pelle.

Si tratta di un film duro, diretto, che non ha velleità artistiche, ma nasce da una necessità troppo grande per poter essere ignorata. Nasce dal bisogno di raccontare la verità, di gridare ciò che è stato ingiustamente taciuto. Sulla mia pelle, insomma, racconta la storia di Stefano Cucchi, un 31enne romano fermato una sera da una pattuglia di Carabinieri ed arrestato. Sulla mia pelle racconta la storia di una vita che si spegne. Soltanto questo, senza omettere nulla, senza santificare nessuno.

È un film semplice, lineare. È un film che fa male. Non scade nella banalità, né dà letture psicologiche del comportamento umano. Non si serve neppure di flashback per tentare un’empatia forzata con Stefano Cucchi. Si limita unicamente a narrare i suoi ultimi sette giorni di vita.

A partire dal 12 settembre 2018 il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane e sulla piattaforma Netflix.

Protagonista l’attore Alessandro Borghi che, per l’occasione, ha perso 18 kg e ha osservato minuziosamente ogni dettaglio comportamentale di Cucchi pur di riuscire a restituire un’immagine quanto più possibile aderente al vero. La sua bravura, la cura maniacale di ogni dettaglio, non a caso, gli hanno permesso di ottenere riconoscimenti di rilievo, come il Premio Pasinetti speciale ai miglior attori, che ha visto la celebrazione dell’intero cast. Ottima performance, dunque, anche per Jasmine Trinca nel ruolo di Ilaria Cucchi, Max Tortora nei panni del padre Giovanni Cucchi e, infine, Milvia Marigliano, che ha interpretato la madre Rita Calore. Tra gli altri apprezzamenti cinematografici, inoltre, il film si è aggiudicato il Premio Brian UAAR e il Premio FEDIC.

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