Comune di Arzachena. Nuove risorse per la lotta al commercio abusivo nelle spiagge

Arrivano nuove risorse per la lotta al commercio abusivo nelle spiagge del Comune di Arzachena grazie al patto siglato mercoledì 8 agosto con la Prefettura di Sassari che assegna 50 mila euro all’ente per il rafforzamento delle attività di lotta alla contraffazione e all’abusivismo commerciale.

 

L’intervento sostiene la linea segnata dal sindaco Roberto Ragnedda con l’ordinanza N. 51 del 28 giugno 2018 in cui limita le attività sul demanio che arrecano disturbo e mettono a rischio la sicurezza, l’igiene e la corretta fruizione dei litorali. Negli 80 chilometri di costa arzachenese, dal borgo di Cannigione alla Costa Smeralda, vige il divieto di svolgere qualsiasi attività commerciale o prestazione di servizi non autorizzata, compreso il volantinaggio.

 

Il protocollo firmato dal primo cittadino e dal prefetto di Sassari Giuseppe Marani assegna al Comune 50 mila euro provenienti dalle quote del Fondo unico di giustizia che saranno investiti mediante assegnazione di lavoro straordinario agli agenti in servizio, dispiegamento di ulteriori due pattuglie, assunzione di 4 nuovi agenti a tempo determinato, contributo al Corpo dei Barracelli per monitoraggio giornaliero delle spiagge. «È un segno concreto a sostegno dei Comuni in un settore, come quello della sicurezza, fondamentale per garantire serenità ai cittadini e rafforzare la presenza delle istituzioni nella lotta a gravi fenomeni come la contraffazione, la pirateria, il sommerso, lo sfruttamento che costituiscono pericolo per l’incolumità pubblica e provocano danni economici per lo Stato in termini di evasione di imposte e tributi, ma anche di giustizia sociale, di decoro, di vivibilità e, non ultimo, di immagine del nostro territorio» precisa il sindaco Ragnedda, in linea con quanto indicato nel Patto.

 

«Il nostro impegno è massimo, ma dobbiamo essere realistici. Arzachena conta oltre 50 spiagge e sono centinaia i venditori abusivi che, purtroppo, fanno leva su migliaia di acquirenti tra i bagnanti. Pensare di poter sradicare in un paio di mesi il fenomeno è un’utopia – aggiunge il primo cittadino -. Alla base c’è una questione culturale. Rinnovo il mio invito ai cittadini, ai turisti che visitano Arzachena e le sue bellezze storiche e naturalistiche, a non alimentare il mercato nero, a non acquistare merci o richiedere servizi in spiaggia a venditori non autorizzati: persone di ogni nazionalità spesso sfruttate e impossibilitate a far valere i propri diritti. La responsabilità di quello che vediamo sui litorali è in capo a tutti noi. Se non ci fosse un mercato redditizio alle spalle, il commercio abusivo andrebbe via via a scomparire».

 

Decine e decine di sequestri di merce sono stati disposti dallo scorso 28 giugno ad oggi. Dai giochi per bambini e agli occhiali da sole senza marchio CEE (quindi pericolosi per la salute), all’abbigliamento, alla bigiotteria, alle imitazioni di borse e pelletteria di vario genere di noti marchi della moda, spesso venduti a centinaia di euro ciascuno, ma anche cibo o servizi di massaggio forniti senza il rispetto delle basilari norme igienico-sanitarie. Sono queste le più frequenti violazioni riscontrate. Alcune delle persone fermate dagli agenti del Comando di Polizia locale di Arzachena coordinate da Giacomo Cossu sono state denunciate alla Procura della Repubblica. Numerosi venditori, invece, preferiscono darsi alla fuga e abbandonare la merce all’arrivo della Polizia.

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