Cani avvelenati a Lanusei. La lettera al giornale di una lettrice

Gentili signore e signori,

ho appreso dai mezzi di informazione http://www.solocane.it/news/7996/lanusei-nuova-strage-di-cani-con-bocconi-avvelenati/ una nuova strage di cani per avvelenamento nel territorio di Lanusei (NU). Il proprietario dei cuccioli, che si trovavano nel terreno adiacente la casa, accortosi di quanto accaduto, ha immediatamente allertato le Forze dell’Ordine che, intervenute sul posto accompagnate dal veterinario, hanno constatato il decesso per avvelenamento.

Purtroppo i cani di Lanusei sono in buona compagnia. In alcune zone d’Italia si trovano spesso cani morti avvelenati, impiccati, scuoiati, fucilati, vittime di un randagismo incontrollato in cui persone senza scrupolo trovano terreno fertile per sfogare il loro odio e la loro crudeltà nei confronti degli animali.

Oltre a risalire agli autori di questa strage è importante verificare eventuali responsabilità delle istituzioni.

Inoltre, l’Ordinanza del Ministero della Salute rinnovata il 21.06.17 prevede l’attuazione di tempestive misure investigative e di bonifica nel caso in cui vengano utilizzate esche avvelenate come in questo caso.

Come molte persone sdegnate da questa crudeltà, oltre a piangere la morte dei cani, resto in attesa di misure e provvedimenti efficienti ed efficaci.

La Sardegna non è l’unico teatro di simili atrocità ma su queste atrocità detiene un primato http://www.notizie.it/cani-maltrattati-abbandonati-sardegna/.

“Il caso della Sardegna sembra aver evidenziato che la maggior parte dei maltrattamenti e degli abbandoni provenga proprio dalla bella meta turistica. E’ noto a tutti che il triste primato per i maltrattamenti nei confronti degli animali, cani, gatti e altri animali domestici di compagnia, è detenuto dal meridione, ma pochi potrebbero sapere che proprio la bella isola meta di milioni turisti ogni anno è quelle nella quale si concentra la maggior parte dei casi.”

I reati contro gli animali dovrebbero scomparire definitivamente per un senso di civiltà e di rispetto degli animali da parte di ogni essere umano ma non si può certo fare affidamento soltanto su questo valore quindi le istituzioni devono fare il loro dovere attraverso controlli scrupolosi e applicazione rigorosa della norma.

Considerata la posizione poco onorevole della Sardegna, le istituzioni sarde dovrebbero considerare questo problema una vera emergenza su cui lavorare energicamente, stanziando risorse economiche, strumentali e umane.

La condanna dei gesti efferati non basta più. Gli animali non possono più sopportare di essere bersagli su cui sfogare rabbia e violenza impunita. Per evitare loro questo strazio è necessario agire presto e bene.

Cordiali saluti,                                                                                                                                    Paola Re

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