L’ultimo viaggio di “Ramon”

ramonIn tanti, questa mattina, hanno voluto accompagnare all’ultima dimora Ramon. Parenti, lontani e vicini, amici d’infanzia e no, semplici compaesani, hanno voluto salutare Ramon al rito funebre, celebrato a Buocammino. Lui, adesso, sarà felice e contento per avere trovato sepoltura nel cimitero dove riposava la madre, che, per sua sfortuna, non ha avuto l’opportunità di conoscere, da bimbo in fasce.
Era questo il desiderio da lui esternato a chi, negli ultimi giorni di vita, era andato a trovarlo nell’istituto di Padru. Ha lasciato questa vita senza particolare clamore e con assoluta dignità, sopportando il male che lo affliggeva e le angosce anteriori per delle vicissitudini che l’hanno angustiato di continuo. In questa circostanza si può solamente rimarcare che è stata una persona sfortunata, con la dea bendata che gli aveva voltato le spalle da diverso tempo. Ma lui, con dignità e coraggio, ha affrontato tutte le avversità con determinazione, con orgoglio e con tanta umiltà. Ramon, l’amico di tutti, sofferenze di tutti i generi ne ha patito a non finire, eppure le traversie della vita ha saputo affrontarle e superarle con una dignità proverbiale, senza mai abbassare il capo, senza mai arrendersi, con un orgoglio fuori del normale.
Un altro, al posto suo, si sarebbe arreso, avrebbe deposto le armi e si sarebbe affidato alle sorti del destino.
E’ stato un uomo caparbio, un combattente di razza, da vero sardo. Pur negli insuccessi della vita e delle iniziative, Ramon non si è voluto mai arrendere e ha lottato con ogni mezzo per superare qualsiasi difficoltà, grande o piccola che fosse. Si è rimboccato le maniche, ha abbassato la testa e non ha esitato, nei momenti di difficoltà, a svolgere qualsiasi lavoro con estrema dignità, pur di vivere in onestà e con serietà. Certamente, quando le difficoltà sono state tali da rivelarsi insormontabili, ritrovandosi solo e abbandonato, non ha esitato a chiedere “soccorso” ai parenti e amici fidati (Franca e Tommaso Brancaccio, Rita Porceddu, Gianni Apostoli, Pino Giagoni e altri), che fino all’ultimo istante di vita non lo hanno mai trascurato.
In modo particolare gli è stato vicino l’amico di sempre, Gianni Apostoli, per il quale lui stravedeva e che amava alla stregua di un fratello. A Gianni lo legava un feeling speciale fin dall’infanzia: scuola, lavoro, avventure e via discorrendo. Tra loro c’era un affetto e un legame particolare, ed oggi, nel corso della cerimonia funebre, celebrata dal parroco di Santa Teresa Gallura, don Peppino Masala, questi sentimenti sono “esplosi” in maniera incontrollabile, quando Gianni, con le lacrime agli occhi, ha voluto ricordare l’amico di una vita.
Anche lui, Ramon, finchè le forze lo hanno sostenuto e gli acciacchi non lo hanno reso inoperoso, si è prodigato, con diverse iniziative, per dare lustro a Santa Teresa, il suo paese natale, che tanto amava e di cui andava orgoglioso e fiero. Alla fine, purtroppo, ha dovuto arrendersi, inesorabilmente, alle malattie che, una dopo l’altra, hanno soffocato la sua voglia di vivere.
Ramon se n’è andato, ma in noi rimarrà il suo sorriso, il suo sigaro, la particolare ironia e la sua simpatia.
No, Ramon, non sarai dimenticato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Svolgi la seguente operazione * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.