Santa Teresa Gallura. Tassa di soggiorno: dove l’impossibile diventa possibile

 Quali le reali motivazioni di affidare alla Silene Multiservizi Surl la riscossione della tassa di soggiorno? Come mai la scelta di un agio così elevato?

tassa di soggiornoDal 27 dicembre prossimo, secondo quanto stabilito dal Consiglio Comunale che a maggioranza ha votato il provvedimento, Santa Teresa avrà la sua brava, se non bella, “tassa di soggiorno”, quale ulteriore tassello che, secondo la tradizione più in voga in quest’Italia governata da una classe dirigente che ormai ha reso il popolo prono ad accettare di tutto e di più.

Viene spontaneo, dopo la decisione della maggioranza del Consiglio comunale di Santa Teresa di applicare questa nuova imposta, nata, con ogni probabilità, per andare a traino del sindaco di Olbia che recentemente l’ha voluta per la sua città, porsi la domanda del perché la abbiano voluta, ma anche a quale criterio si sia ispirata per raggiungere quella decisione, ma, ancor peggio, trovare una giustificazione valida nell’affidare alla Silene Multiservizi Surl con capitale interamente del Comune, l’incasso e la gestione della tassa di soggiorno con agio per la società del quindici per cento degli importi versati, sino ad arrivare al quaranta/cinquanta per cento “per quelle versate spontaneamente da privati o da strutture extra alberghiere”.

Va bene che l’Assessore alle finanze ci rassicura mettendoci a conoscenza che si tratta “di un affidamento legittimo” anche se con questa sua assicurazione non ci dice che cosa ne sarà di quei proventi che il Comune affida, sua spontanea volontà, alla società del Sindaco. Nessuno ce ne voglia se sosteniamo che quella società più che al Comune appartiene al Primo cittadino, non possiamo certo dire che chi nomina direttamente e insindacabilmente Presidente e Consiglio di Amministrazione non abbia voce in capitolo per le decisioni che quella società deve prendere.

Chissà poi se tra le sue valutazioni, del Sindaco, vi sia stata anche quella della capacità della stessa società  a gestire questa ulteriore incombenza visto che, ormai, dove vi sono introiti la Silene è, pressoché, sempre presente. Eppure era nata per gestire il porto turistico, poi, la cantieristica, ed il verde pubblico (?), la tassa di sbarco e chi più ne ha, più ne metta.

Il Sindaco nomina, per politica? Per amicizia? Per garantire la trasparenza? Ma, una cosa è certa, questa società che in teoria, molta teoria, dovrebbe sommare tantissimi utili che, nelle intenzioni sarebbero dovuti andare a beneficio dei cittadini per la realizzazione di quelle opere che l’Amministrazione comunale, per burocrazia ed intoppi vari, aveva difficoltà a realizzare. Se si fa cenno a qualche cittadino si rischia di sentirsi rispondere: “Quale società? Che cosa? Silene? Mai sentita”. Colpa degli amministratori? Se si facesse un sondaggio si rischierebbe un non risultato. Solo qualche addetto ai lavori, forse, conosce quegli amministratori.

Una volta, anni fa, in Silene si muovevano, partecipavano a fiere e manifestazioni promozionali e, qualche risultato, seppur minimo, vedeva, con questa amministrazione, per dirla alla marinara,  si viaggia sotto vento, nulla di nulla. Si sarebbe voluto essere orgogliosi ma non si può perché, come si diceva, si preferisce rimanere sotto traccia. Che sia la politica voluta dalla gestione?

Ci piacerebbe tanto far presente a chi di dovere che, da un pò di tempo, ai mori della nostra bandiera è stata sollevata la benda che gli copriva gli occhi, quel gesto non è stato un vezzo, quel gesto è pregno di significati che non richiederebbero neppure tanta fantasia: per una visione più ampia? Per poter volgere lo sguardo verso l’orizzonte? O per mettere la faccia sui problemi senza nasconderne neppure quella piccola ma importantissima parte  quali sono gli occhi? Forse tutte queste cose messe insieme.

Al Sindaco vorremmo tanto poter dire: la frittata è fatta ma almeno che i cittadini sappiano di essere amministrati da persone capaci, da gente che non pontifichi solo ed unicamente per l’emolumento, visto che, alla fine, chi paga sono sempre i soliti. Si dia almeno la sensazione che qualche cosa funziona, che la situazione sia veramente sotto controllo, in mani capaci di gestire.

Questa ulteriore incombenza affidata a terzi, perché di questo si tratta, non vada a finire in un calderone che poi nulla si vede e nulla si sa. Siamo di fronte a tanti denari estratti dalle tasche di cittadini inermi di fronte alle potenti spire di una enorme piovra che tutto ingoia, che siano almeno le amministrazioni locali a dare dimostrazione di chiarezza, di buona amministrazione, di capacità, di trasparenza.

 

 

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