Santa Teresa Gallura. A Ruoni Alta un villaggio…fantasma

Nel campo dell’edilizia, non tutte le iniziative immobiliari vanno a buon fine. I tempi in cui si vendevano case ancor prima di essere costruite, sono finiti da un pezzo

Nel campo dell’edilizia, non tutte le iniziative immobiliari vanno a buon fine. I tempi in cui si vendevano case ancor prima di essere costruite, sono finiti da un pezzo. Il mercato immobiliare non tira come un tempo. La recessione economica ha generato un freno considerevole all’attività edilizia.

Dal duemila in poi, rispetto al passato, le cose sono cambiate sensibilmente. Un passato nel quale, in virtù del boom edilizio, bastava acquistare un terreno edificabile e si era certi di poter vendere i relativi immobili sulla carta. Si incassavano tanti soldi ancor prima di impiantare il cantiere e, quindi, il complesso immobiliare poteva portarsi a termine senza tanti sussulti. Con il passare del tempo, però, tante cose sono cambiate e compiere il passo più lungo della gamba nasconde insidie di varia natura.

Mutati i tempi, sono avvenute pure le mutazioni filosofiche degli investitori. Non più acquisti alla “cieca”, bensì solo a complesso immobiliare ultimato, ovviamente con i crismi della regolarità dal punto di vista urbanistico ed edilizio. Naturalmente ciò ha determinato una svolta radicale sul piano degli investimenti.

Gli “immobiliaristi”, gli “avventurieri” e i costruttori senza scrupoli, di punto in bianco si sono resi conto che senza consistenti capitali non era più possibile avventurarsi in iniziative immobiliari di una certa consistenza.

Ricordiamo che su questo fronte anche a Santa Teresa sono finiti i tempi della “vacche grasse”. Ed esempi, in proposito, non ne mancano. Uno dei tanti casi è riscontrabile a Ruoni alta, dove doveva sorgere un villaggio avveniristico con ville monofamiliari di alto livello, infrastrutture primarie e secondarie, nonché servizi di varia natura. Insomma, doveva sorgere un villaggio con un panorama mozzafiato e servizi di primissimo piano.

Si è negli anni duemila e l’intervento è riconducibile al “Consorzio Ruoni Alta”. I lavori iniziano a spron battuto, dal deposito dei materiali, al tracciamento dei singoli lotti e gli scavi mai ultimati per la realizzazione delle strade, la creazione di pozzi e vasche (per quale utilizzo?) e le canalizzazioni per la rete idrica, elettrica e telefonica.

Improvvisamente, però, l’iniziativa si è fermata. Come mai? Mancanza di liquidità? Problemi di vario genere? Evidentemente sono tanti i fattori che concorrono ad un “fermo forzato”. Ancora oggi, purtroppo, a distanza di anni, tutto è fermo. Quali le cause? Un fallimento? Difficile dirimere la matassa, benché non manchino i cartelli “vendesi lotti”. Oggi, quello che doveva essere un villaggio di prestigio, altro non è che una località in totale degrado abbandonata a sé stessa.

Nelle strade non si contano i rifiuti e le immondizie di ogni genere e specie, tanto che si sta generando una situazione igienica sanitaria alquanto precaria. Ma non mancano neanche le situazioni di estremo pericolo per le persone, con scavi e pozzi senza alcuna recinzione. Anzi, in alcuni casi il pericolo è proprio in “agguato” perché alcuni scavi, profondi diversi metri, sono ricoperti con dei rifiuti.

Da notare, inoltre, che dove è presente il punto della direzione del cantiere, è ammassato parte del materiale destinato per i diversi lavori: mattonelle in porcellana, tavole e tubi, per un valore di migliaia di euro. Inoltre, proprio il box di cantiere è stato posizionato in un punto dove ha praticamente chiuso l’accesso alla strada che porta alla famosa roccia de ”La Punziuta”.

A questo punto, quindi, c’è da porsi una sola domanda: riprenderanno i lavori? Alla luce dell’abbandono che regna nell’intera area, riteniamo proprio di no. In tal caso, tuttavia, sorge la necessità di programmare un’accurata bonifica o, almeno, procedere all’eliminazione delle situazioni di pericolo, prima che accada l’irreparabile.

Ruoni Alta

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