Attilio Dedoni (Riformatori Sardi): “L’esecutivo nazionale non dà risposte immediate”

“Preoccupa non poco la debolezza della posizione con cui la Giunta regionale si è presentata a trattare con il Governo nel tentativo di rivedere la partita degli accantonamenti, fondamentale per consentire alla Sardegna di incassare per intero le quote erariali che le sono dovute dallo Stato come previsto nell’art. 8 dello Statuto.

Per questo, non stupisce la tattica attendista adottata dall’esecutivo nazionale, che si è ben guardato dal dare delle risposte immediate alla delegazione isolana”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“L’assessore Paci ha sbandierato le cifre che tutti ben conosciamo, denunciando il fatto che gli accantonamenti sono stati introdotti dal Governo per continuare ad ignorare il dettato statutario e non versare quanto dovuto”, prosegue Dedoni.

“L’Assessore dimentica però che, quando ha firmato con il ministro Padoan l’accordo del 2014 che ha previsto gli accantonamenti, lui per primo ha accolto trionfalmente quella che da allora è stata sbandierata da tutto il centrosinistra come la soluzione definitiva della vertenza sulle entrate erariali. Per anni, Paci ha fatto di tutto per far credere che gli accantonamenti non avrebbero intaccato i trasferimenti statali. Solo quando la situazione è diventata insostenibile, con la Giunta sempre più in difficoltà nel cercare di spiegare come sia possibile che, con la ‘vertenza entrate’ definitivamente risolta, non si riesca a fare fronte ai costi della sanità e, più in generale, la Regione abbia dei margini di manovra finanziaria così ridotti, abbiamo assistito all’inversione di rotta e all’apertura di una nuova vertenza con lo Stato.

Come si può immaginare che Palazzo Chigi consideri credibile un interlocutore che prima firma gli accordi e poi chiede di rimetterli in discussione perché solo a distanza di anni si è accorto che non erano vantaggiosi? Noi abbiamo detto sin da subito che si trattava di una truffa, ma la Giunta ha preferito tenersi stretta la medaglia della vertenza risolta, sebbene soltanto sulla carta, sperando invano di riuscire a nascondere le pesanti conseguenze negli anni a venire.

“Allo stesso modo non convince la presunzione di chi si appella continuamente alla battaglia unitaria ma poi, quando si tratta di confrontarsi con la controparte, si presenta sempre da solo”, conclude il capogruppo. “Il presidente Pigliaru e l’assessore Paci hanno sconfessato anche il presidente della Commissione Bilancio, il quale ha proposto di riunire il Consiglio regionale a Roma per dare sostegno alla trattativa.

L’opposizione non ha mai negato la sua disponibilità a portare avanti la battaglia contro il Governo al fianco della maggioranza. E’ dall’altra parte, semmai, che finora ci sono state soltanto chiusure. Non deve stupire, allora, l’atteggiamento dilatorio dell’esecutivo romano, che si è preso una settimana di tempo per inventarsi chissà quali scuse e sotterfugi, e sottrarsi così ancora una volta al confronto lasciando Pigliaru e Paci con un palmo di naso”.

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