Sassari. La scuola coinvolge il quartiere di San Donato con “Brutti, sporchi e cattivi?”

Da quartiere marginale a laboratorio urbano di sperimentazione, fucina di progetti e processi di innovazione sociale basati su nuove forme di creatività.

È l’idea su cui ruota la nuova iniziativa che coinvolge il quartiere di San Donato, nella parte bassa del centro storico di Sassari, e che ha come epicentro l’istituto comprensivo che dà il nome a tutta l’area. Dopo essersi fatta testimone di nuove e innovative forme di accoglienza, integrazione e multiculturalità, la scuola di San Donato punta sulla cultura come molla per stimolare e diffondere la creatività.

Questa volta i finanziamenti e gli strumenti che la scuola e i suoi partner intendono sfruttare – sperando così di fornire al quartiere un’altra opportunità per riflettere su se stesso e sulle dinamiche sociali e culturali che ne nutrono la quotidianità e ne delineano l’orizzonte – arrivano dal Ministero dei beni e delle attività culturali e dal programma nazionale “Scuola: spazio aperto alla cultura”. L’istituto comprensivo di San Donato è l’unica scuola in Sardegna finanziata dal piano.

Alla sfida lanciata da Roma per promuovere iniziative ed eventi culturali, artistici e ludici con l’intento di diffondere la creatività e di facilitare la fruizione culturale tra i componenti delle comunità coinvolte, San Donato ha risposto insieme a Nuovo Aguaplano, circolo di cultura cinematografica che fa capo ad Arci e da decenni anima il tessuto culturale cittadino, e al Dipartimento di Architettura di Alghero dell’Università di Sassari, impegnatissimo sul versante della diffusione della multiculturalità come occasione di rigenerazione sociale, culturale, economica e urbanistica, con un progetto dal titolo “Brutti, sporchi e cattivi?”. E se l’obiettivo a medio e lungo termine è certamente quello di contribuire al processo di “riabilitazione” dell’immagine di San Donato, nell’immediato si vuole garantire agli abitanti del quartiere la concreta possibilità di accedere a occasioni di fruizione e co-creazione di attività culturali e creative.

L’avviso pubblicato lo scorso anno dal Mibact finanzia la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale italiano attraverso i progetti che le istituzioni scolastiche realizzano attraverso le loro reti di relazioni istituzionali, sociali, economiche e culturali. L’idea è quella di aprire la scuola in orari extra scolastici per ospitare cultura e spettacolo, sperimentando i diversi linguaggi dell’arte attraverso la creazione e la fruizione di prodotti culturali vari. Il progetto di San Donato, Nuovo Aguaplano e Dadu ha ottenuto 100mila euro e prende le mosse dal riconoscimento del ruolo di presidio sociale e culturale che la scuola svolge da anni nel quartiere di San Donato.

“Brutti, sporchi e cattivi?” valorizza le progettualità e le energie già espresse dalla scuola anche attraverso un partner come TaMaLaCà, startup innovativa pecializzata in processi di rigenerazione urbana, che a San Donato hanno radicato con successo uno dei progetti più riusciti, quello del “Fronte di liberazione dei Pizzinni Pizzoni”, inserito tra i sessanta casi esemplari presenti in Global Public Space Toolkit, il vademecum di buone pratiche per gli spazi pubblici realizzato da UN-Habitat, l’agenzia Onu per l’urbanizzazione sostenibile e il diritto di tutti a una casa dignitosa.

Le attività di “Brutti, sporchi e cattivi?” si concluderanno entro il 2017 e si articolano in tre azioni principali. Il primo step è l’allestimento di uno spazio dell’edificio scolastico per ospitare la proiezione di film e attività per la produzione e la post-produzione video, il secondo è l’organizzazione di un festival cinematografica nella scuola, il terzo – quello più impegnativo e certamente più coinvolgente, almeno inizialmente – consiste nella realizzazione di un lungometraggio popolare pensato per dar voce agli abitanti del quartiere e della scuola di San Donato. Così, ancora una volta, gli spazi dell’edificio storico di via Alessio Fontana si aprono alla città, costruendo occasioni per farsi conoscere e “vivere” oltre l’orario delle normali attività scolastiche.

Il lungometraggio sarà presentato presto nei minimi dettagli, poi in novembre inizieranno le riprese. In vista del primo ciak, San Donato, Architettura, Aguaplano e Tamalacà chiamano a raccolta il quartiere. Giovedì 5 ottobre alle 15 nella sede della scuola primaria di San Donato ci sarà la presentazione pubblica del progetto. Non solo. Sarà quella l’occasione per iniziare a reclutare giovani da coinvolgere nella realizzazione del film sul quartiere e da inserire possibilmente nel progetto attraverso accordi di alternanza scuola-lavoro con gli istituti scolastici superiori che frequentano. In nome della creatività, San Donato muta pelle ancora una volta e si trasforma in un grande set a cielo aperto per raccontare se stesso, i propri sogni, le proprie ambizioni e i propri limiti con occhio cinematografico.

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