Pili: licenziamenti Ottana ultimo atto verso il deposito delle scorie nucleari

La chiusura della centrale è la fine della chimica pianificata al Ministero dello Sviluppo Economico. Disoccupazione e desertificazione per imporre le scorie.

“Ottana ultimo atto prima delle scorie. Con i 58 licenziamenti della Ottana Polimeri annunciati ieri si chiude l’ultimo passaggio pianificato dal ministero dello sviluppo economico prima dare il via al devastante piano di utilizzo della piano di Ottana per il sito del deposito nazionale delle scorie nucleari. E’ sorprendente la spregiudicatezza di Regione e Governo che su questo capitolo hanno mantenuto il più vergognoso dei silenzi.

Il governo, dopo che ha decretato la chiusura della centrale, negando il riequilibrio insulare dei costi, ha volutamente generato la chiusura dell’ultimo tassello della chimica in Sardegna e ad Ottana. Si tratta di un piano di desertificazione studiato a tavolino per lasciare sgombro il campo al progetto di deposito delle scorie radioattive da nascondere con un parco pseudo scientifico e tecnologico.

I dettagli del piano del governo sono sempre più evidenti: chiusura della centrale, chiusura della chimica, acquisto di aree immense da parte di Invitalia, opere di infrastrutturazione, a partire da 2 milioni di euro di illuminazione a led, per una zona industriale ormai ridotta a deserto produttivo.

Basterebbe questo combinato disposto per capire che il ministero dello sviluppo economico, dicastero delegato alla gestione del deposito nucleare, sta precostituendo scientificamente tutti i presupposti, compreso quello dell’impoverimento dell’intero territorio. E’ molto più facile scatenare le più devastanti pressioni sociali se si crea solo povertà e carestia che far passare un piano devastante come quello delle scorie nucleari”.

Lo ha denunciato il deputato di Unidos Mauro Pili che ha presentato un’interrogazione urgente al Presidente del Consiglio sui licenziamenti di Ottana e la definitiva chiusura della chimica in quel territorio. “Chiude la centrale, chiude la chimica e resta un territorio devastato dal disastro ambientale.

Un vero e proprio scempio ambientale che ora si vorrebbe affrontare con il distruttivo progetto di deposito unico nazionale. In questa partita i carotaggi messi in piedi in tutta l’area non sono certamente funzionali ad azioni di bonifica non essendo Invitalia ne dotata di tale mandato e tantomeno delle risorse necessarie.

Il mandante è il ministero dello sviluppo economico che tiene defilata la Sogin ed opera con il braccio armato di Invitalia, che da quando è stata incaricata di gestire non ha creato nemmeno un posto di lavoro.

E’ tutto chiaro, il piano è scritto e perseguito dal ministero dello sviluppo economico che con il suo avallo della chiusura della chimica segna un nuovo gravissimo atto verso l’individuazione di Ottana come sito per il deposito delle scorie nucleari. Bisogna reagire con forza e determinazione. La regione se non è complice di questo piano costringa il governo a riassegnare il riequilibrio insulare energetico alla Centrale di Ottana e consenta l’immediata riapertura del polo chimico.

Se questo non avverrà con atti forti è evidente che la regione sarà complice di questo piano del governo. Un progetto – ha concluso Pili – che non passerà mai perché costituirebbe la morte economica della Sardegna, dal danno d’immagine allo sviluppo turistico a quello agricolo. Un piano che fermeremo in ogni modo”.

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