La polemica con Paolo Sardo

Paolo Sardo continua a tener viva la polemica con il sottoscritto. Eppure, a ben rileggere il mio articolo che ha scatenato la sua ira, non c’è traccia di offesa alcuna alla sua persona. Evidentemente non ha valutato e considerato in modo adeguato i contenuti dell’articolo. Sfido chiunque a rileggerlo e trovare qualche riferimento offensivo.
Nell’articolo mi sono limitato a disquisire su aspetti inerenti alle prossime elezioni amministrative e nulla più. Non mi è mai passato per la testa di porre in essere un’azione discriminatoria e tanto meno denigratoria verso un giovane, che, tra l’altro, si affaccia per la prima volta nella vita amministrativa locale. Si è risentito per quell’accenno ad una possibile occupazione futura? Era proprio il caso di reagire così scompostamente? La sua è stata una reazione “fuori dei binari”, di un soggetto che si è risentito per niente, ammesso che come lui ha sostenuto, avevo scritto solo cazzate. Bene. Ne prendo atto. Ma non posso esimermi di replicare, in modo educato, alle sue offese, contumelie e considerazioni fuori luogo. E si intuisce, da quanto ha scritto, che ha travisato completamente il contenuto del mio articolo, poiché, secondo lui, per “compiacere qualche mio amico spaventato mi sono messo a buttare una valanga di merda addosso a lui”. Devo dire, in proposito, che non ha colto né il senso di quanto scritto e tanto meno l’aspetto politico in sé. E non ha trovato di meglio, tra l’altro, di parlare di “quei suoi amici che per anni hanno infilato figli, mogli, e quant’altro in comune”. Giù la maschera, caro ragazzo. Non so a quali amici sia il riferimento e la cosa poco mi riguarda. Sarebbe stato interessante conoscere nomi e cognomi delle persone che, a suo avviso, io, Bruno Fadda, avrei “infilato” in comune immeritatamente e senza concorso. Sarebbe stato opportuno conoscere anche i nomi delle persone che, sempre in comune, sono state “infilate dai miei amici”, in modo tale che sia la popolazione a giudicare.
Per giunta, non mi è mai passato per la testa di ricorrere a quel sistema dei due pesi, due misure. Io sono per i giovani e per la loro candidatura. Io ho forse scritto di non candidarlo? Ho forse sollecitato la sua parte politica ad escluderlo dalla lista? Che genere di paura dovrei avere nei suoi confronti, una volta che sarà eletto consigliere comunale o nominato assessore? E sempre a proposito di favori, è bene ricordare che, direttamente o indirettamente, qualcuno l’ho fatto anche a dei suoi parenti. Quindi, sarebbe stato più evitare argomenti fuori luogo.
Faccio presente, infine, che non ho necessità di scrivere nessuna biografia. Da amministratore comunale ho sbagliato, ho pagato e, perciò, è inutile rivangare il mio passato, fermo restando che non mi vergogno affatto di avere militato nell’ ex dc. B.F.

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