Elezioni comunali: confermata la candidatura di Paolo Sardo

L’articolo di ieri “Elezioni comunali: Paolo Sardo in arrivo dall’Australia per essere candidato nella lista Pisciottu?”, non è andato giù al diretto interessato, al padre e ad altre persone. Tutti hanno il diritto di non condividere delle considerazioni ritenute di parte o costruite ad arte per chissà quale motivo. Vero è che l’articolo si limitava a riportare un fatto ed un’analisi politica di contorno, a prescindere che essa fosse giusta o sbagliata.
Non c’era, nell’articolo “incriminato”, nessun’offesa e nessuna critica specifica riguardo alla candidatura di Paolo Sardo con la lista di Stefano Pisciottu. E tanto meno il contenuto mirava a screditare l’interessato. Mi sono limitato, semmai, a fare delle considerazioni politiche, legittime, e connesse alla composizione della lista dell’amministrazione comunale uscente. Ha rappresentato un’offesa, una cazzata o un’eresia ipotizzare che la candidatura di Paolo Sardo potesse essere (ed è) in funzione di una contrapposizione allo zio Maurizio Muntoni, candidato con la lista di Angela Antona? Una candidatura che in paese ha destato sorpresa perché nata all’ultimo momento. Una considerazione da non formulare? Un’ipotesi da non enunciare? Penso proprio di no.
Mai parlato, nell’articolo, di un’occupazione come vigile: “Si vocifera pure che in caso di vittoria della lista Pisciottu, al figlio di Michele sarà garantita pure un’occupazione a carattere annuale”. Bene ha fatto Paolo Sardo, perciò, a chiarire che non gli va di fare il vigile. Forse, però, per dovere di chiarezza ed etica, sarebbe stato opportuno aggiungere: ” in futuro rifiuto qualsiasi tipo di occupazione che mi venisse offerta dall’amministrazione Pisciottu in caso di vittoria”.
A questo punto, quindi, prendo atto delle rassicurazioni fornite dal diretto interessato e auspico che il 31 maggio sia eletto consigliere comunale. Sarà quella l’occasione, per lui, un bel banco di prova, poiché, nel corso del proprio mandato, avrà l’opportunità di mettere in campo tutto il proprio acume politico e tutta la sua etica, con la dovuta imparzialità nella gestione della cosa pubblica, a benefico dell’intera popolazione.

B.F.

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