Elezioni comunali dall’esito elettorale incerto

Le due liste in corsa per le prossime amministrative del 31 maggio, non hanno fatto conoscere ancora il proprio programma? Verissimo. Di questo argomento ne avevo parlato in un precedente articolo, puntualizzando che entrambi gli schieramenti erano partiti con il piede sbagliato, iniziando ad edificare la casa dal tetto piuttosto che dalle fondamenta. .Ciò non toglie, però, che le due formazioni hanno operato e stanno agendo con l’unico obiettivo di vincere le elezioni e governare il paese per cinque anni. Da sempre, a Santa Teresa, nella contesa elettorale per le amministrative, la sostanza del discorso ha sempre ruotato sui nomi da inserire in lista piuttosto che, come prima azione, sottoporre all’elettorato una bozza di programma. Nel corso degli anni, infatti, partiti e schieramenti hanno perseguito, nella corsa per governare il comune, un unico imperativo: “Ingaggiare” soggetti con larghe parentele e, quindi, una volta candidati, garantire alla lista un discreto bacino di voti.
Dove voglio arrivare? Mi preme chiarire, soprattutto, un principio che alle elezioni comunali teresine prevale da sempre: prima la composizione della lista e poi il programma. Ed è da sempre che nel nostro paese trionfa questo concetto. Al corpo elettorale si può proporre un programma altisonante, ma se in lista non hai persone che fungono da “portatori di voti”, la sconfitta è assicurata. D’altronde, nel corso degli anni, una volta definite le liste, hanno fatto seguito i programmi elettorali, che, ad onor del vero, non hanno mai giocato un ruolo decisivo sul successo di questo o di quello schieramento. Si è trattato di programmi che, da sempre, da un’elezione all’altra, tutti si scordano.
Basta analizzare quello della lista Bardanzellu del 2005 e quello della lista Pisciottu del 2010, per rendersi conto che molti dei contenuti programmatici in essi inseriti, non hanno trovato adeguata attuazione. Volenti o nolenti, quindi, si deve prendere atto che da noi non è tanto il programma ad incidere sul successo di questo o quello schieramento, quanto la maggiore rappresentanza individuale di una lista. .
Questa tornata elettorale, in ogni caso, sarà più combattuta fino all’ultimo voto, soprattutto in virtù delle divisioni interne agli schieramenti del Centrodestra (o lista Antona?) e del centrosinistra (o lista Pisciottu? Fatto sta che, al momento, le maggiori spaccature risiedono nell’ambito del centrosinistra, che, sicuramente, non mancheranno di pesare anche sull’esito elettorale. Per giunta, rispetto a cinque anni fa, anche a San Pasquale e Porto Pozzo, dove la lista di Stefano Pisciottu aveva fatto “man bassa” di voti, questa volta l’aria che si respira nelle due località è molto diversa.
E’ pur vero che chi governa, tra clientelismo e adempimenti amministrativi vari, ha strumenti tali per ribaltare situazioni compromesse e recuperare il terreno perduto, ma è anche vero che gli umori dell’elettorato possono essere tali da giocare sorprese inaspettate e mortificare le attese di chi si considera vincitore a priori.

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