SANTA TERESA: MA, VOGLIAMO PARLARE DI PROGRAMMA?

Mi permetto di dissentire dal Direttore Fadda, quando continua a definire e distinguere le due entità che stanno tentando di mettere assieme due liste che si propongono di amministrare il nostro paese, tra centro-destra e centro-sinistra. Qui siamo di fronte alla più grande mistificazione di fatti incommensurabili dove più che di aree politiche, ci troviamo di fronte ad una contesa fra Orazi e Curiazi, fra Montecchi e Capuleti, dove da una parte abbiamo Gianni Godelmoni e Marco Gelsomino, dall’altra c’è Nino Nicoli, Gigi Scarone, e Angelo Murineddu, ultimo segretario della falange PD teresina. E, la destra dove sta? E come giocare in casa, fare la scopetta in sezione.Certo non è difficile immaginare, se quanto scrive il Direttore fosse vero, che Ilaria Battino abbia lasciato la compagine Antona, che, poverina quest’ultima, evidentemente si è fatta prendere la mano da una specie di delirio politico, non singolare nelle ultime scelte centrodestrorse, senza però mai arrivare a tanto.
Non mi si venga a dire che si tratta di una lista civica e come tale si pensa solo al bene del paese e dei suoi cittadini, non è così e chi afferma il contrario sa di mentire spudoratamente. Vede signora Antona, basterebbe un piccolissimo approccio con le persone sopra citate per qualificare una lista: o, non le è nota la partecipazione politica di Nicoli? Poi se inserisse in lista l’arch. Paggiolu, come vogliamo chiamarla quella lista? Quindi, di cosa ci si vuole meravigliare, se fosse vero ciò che il Direttore scrive con beneficio di dubbio, che la Ilaria Battino e Dario Giagoni avrebbero lasciato il consesso, rappresenterebbe la cosa più normale in un approccio politico, a dir poco, anomalo. Per sua opportuna conoscenza, i due ragazzi appartengono da sempre alla destra, quella dura e pura, e non ne hanno mai fatto mistero.
Continuare a chiamarlo centro-destra, mi sembra un controsenso.
Quello che ritengo invece riprovevole -questo vale anche per la parte opposta- è che si continui a pensare ai nomi da inserire nella lista senza, peraltro, parlare di programmi e far sì che questi siano e facciano da polo di attrazione a quei nomi che al momento mancano. Quando scrivo di programmi assenti mi riferisco a ciò che si pensa di poter fare, a quanto il paese si aspetta, a quelle necessità impellenti delle quali non si può più fare a meno, lasciando da parte quel “libro dei sogni” che si deve presentare assieme alla lista. Non capisco, non l’ho mai capito del perchè ci siano cose di cui è bene non parlare, sembra si abbia il timore di essere copiati come se una cosa indispensabile per la comunità debba essere un fatto privato. Sono sicurissimo che chi per primo individuerà un’opera, un intervento di primaria importanza e si proponesse per la sua realizzazione, non potrebbe che trarne il maggior beneficio in termine di voti.
Mi vengono in mente, per concludere, alcuni versi di Lorenzo De Medici che recita: “ Questi lieti satiretti, /delle ninfe innamorati, /per caverne e per boschetti/han lor posto cento agguati; /or da Bacco riscaldati/ballon, salton tuttavia./Chi vuol esser lieto, sia/di doman non c’è certezza.” E continua: “Ciascun apra ben gli orecchi, /di doman nessun si paschi;/oggi siam, giovani e vecchi,/lieti ognun, femmine e maschi;/ogni tristo pensier caschi:/facciam festa tuttavia./Chi vuol esser lieto, sia:/di doman non c’è certezza”.

giustus

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