Turbolenze nel centrosinistra?

Se il centrodestra piange, il centrosinistra certamente non ride. Anche in “casa” di Stefano Pisciottu, infatti, non mancano le turbolenze. Sono queste le indiscrezioni affiorate di recente all’interno del centrosinistra. Qualcuno parla di malcontento da parte di chi ha richiesto, in caso di vittoria, l’ottenimento di un assessorato, ma non ha ottenuto sufficienti garanzie.
Centellinare la distribuzione degli incarichi all’interno di una coalizione composta di ben cinque forze politiche (Pd, Rosso Mori, Sel e l’iRs), oltre alla presenza di alcuni indipendenti, non è compito facile neanche per “strateghi” del calibro di Gianni Godelmoni e Marco Gelsomino. Inoltre, va pure tenuto conto che a Porto Pozzo e San Pasquale il clima, rispetto a cinque anni fa, è cambiato notevolmente. Sono diversi i sussurri secondo i quali questa volta il consenso verso la lista Pisciottu si dimezzerà perché nei due centri c’è una netta spaccatura tra favorevoli e contrari. Dove risiedono le ragioni del dissenso? Si tratta di malumori covati all’interno della stessa sinistra, con alcuni esponenti, di quelli che contano in termini di voti, decisi a fare votare il centrodestra. Ad onor del vero non si conoscono le ragioni della fronda, ma la spaccatura esiste ed è abbastanza netta. Ora resta da vedere se Stefano Pisciottu e compagnia riusciranno a ricomporre lo strappo, anche se, in ambienti vicini ai promotori della rottura, si sussurra che non esiste alcun margine di ricomposizione. Di tesi e versioni, in giro, se ne sentono diverse, alcune realistiche ed altre surreali. A San Pasquale, ad esempio, corre voce che questa volta Ignazio Mannoni, qualora fosse candidato, non farebbe il pieno di voti come cinque anni fa.
Qualche strascico, comunque, nascerà anche a Santa Teresa, nel caso in cui “saltasse” la candidatura dell’attuale delegata al turismo, Antonella Occhini, nipote dell’ex sindaco Nino Nicoli. Anche lui pare sia sull’Aventino e, quindi, all’interno del Pd, almeno in questo momento, le acque sembrano piuttosto agitate.
Stefano Pisciottu, tuttavia, non dovrebbe correre grossi rischi per la riconferma. Diverso sarebbe stato il discorso se il centrodestra, durante l’intera legislatura, avesse mostrato più incisività in consiglio comunale e si fosse reso più partecipativo nei confronti della popolazione, rendendola edotta, ovviamente, su eventuali manchevolezze dell’amministrazione comunale. Per cinque anni, purtroppo, non ha promosso nessuna iniziativa pubblica su questioni di rilevante importanza: caso Silene, Piano Urbanistico Comunale e altre vicende di portata particolare.
Ha lasciato campo libero, invece, all’amministrazione comunale su questioni in cui la popolazione andava coinvolta, almeno, sulle problematiche d’interesse generale che, nel corso della legislatura, non sono mancate. Ora non sarà facile, dopo avere abbandonato per un quinquennio il proprio serbatoio elettorale, riportare all’”ovile” coloro che, per un motivo o per un altro, nel frattempo hanno imboccato altre strade.
Intanto, a Porto Pozzo, in ambienti vicini al centrosinistra, danno quasi per scontata la non candidatura di Diego Mannoni. In un’eventualità del genere, chi sarebbe il sostituto? Dovrebbe subentrargli il consuocero, il geometra Giovanni Mundula. Insomma, per il centrosinistra sarà dura incamerare i suffragi della volta scorsa. Va registrata, però, la mossa a sorpresa che sta giocando in questi giorni, puntando a candidare un cittadino extra comunitario, dipendente di un’attività turistica stagionale. E se il “colpo” riesce, un bel serbatoio di voti è assicurato. In “uscita” è data anche Gian Paola Onano. Al suo posto i Rosso Mori hanno designato Massimiliano Brunetto. Insomma, le novità, sul fronte elettorale, sono all’ordine del giorno.

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