Dove va il centrodestra? Povera Angela Antona

Sono elezioni amministrative strane quelle che Santa Teresa dovrà affrontare a maggio. Vi chiederete: dove nasce la stranezza? Da un denominatore comune unico che sta caratterizzando le trattative per la formazione delle liste. Se in un primo momento sembrava che la contesa fosse limitata al centrodestra e al centrosinistra, con il passare dei giorni sta prendendo corpo anche la terza lista, quella che, giorni fa, avevamo indicato come “lista dei giovani”.
A fare le spese di questa situazione sarà, molto probabilmente, la cordata capeggiata da Angela Antona. Infatti, Ilaria Battino e Pasqualino Nicolai, già certi dell’inserimento in lista, hanno battuto ritirata per aderire, pare, all’iniziativa della terza lista. Si tratta, in sostanza, di due uscite “pesanti” che, in qualche modo, rappresentavano, sul fronte elettorale, un bacino di voti non trascurabile. Non vi è dubbio che per Angela Antona all’orizzonte cominciano ad affacciarsi problemi seri, di fronte a retromarce di persone che, in un primo tempo, avevano manifestato l’adesione e il sostegno alla sua lista. Il tempo stringe, gli avversari (il centrosinistra) stanno per completare il proprio “schieramento” (mancano solamente un paio di nomi) e la scadenza è sempre più prossima.
Evidentemente nel centrodestra non mancano le frizioni e i contrasti. Molto probabilmente c’è chi non condivide le strategie fin qui perseguite nel “reclutamento”, oppure mal digerisce i metodi fin qui intrapresi nell’approccio con le persone da candidare. Non c’è da meravigliarsi più di tanto, di fronte a questi “ribaltoni”. E’ da una vita che il centrodestra locale, in vista delle elezioni comunali, si divide, si spacca e si frantuma come un bicchiere di cristallo che cade a terra.
Qualcuno si è mai chiesto, al suo interno, come mai accadono questi conflitti? La solfa è sempre la solita: prevale l’antipatia, l’invidia, l’arrivismo, l’arroganza, la presunzione e via discorrendo. Si arriva sempre all’appuntamento elettorale “svincoli e sparpagliati” e, conseguentemente, le “scoppole”, come nel 2010, sono assicurate. La verità è anche che si agisce a “circolo chiuso” chiamando a raccolta solo una parte del popolo del centrodestra ed escludendone un’altra, quella che sta sullo stomaco, molto probabilmente, ai soliti presuntuosi che si sentono i deus ex machina della situazione. C’è chi, infatti, ama le “epurazioni” senza giustificato motivo, forse per il timore che nella “casa del centrodestra” approdino persone e personaggi in grado di offuscare l’immagine di chi si sente onnisciente, protagonista assoluto nel decretare i ritmi del cammino elettorale da compiegare. Magari si punta ad escludere questo e quel personaggio per non ritrovarsi, al proprio fianco, persone e personaggi che, in qualche modo, possano offuscare, in caso di vittoria,la propria scalata ad assessorati o incarichi importanti (urbanistica, lavori pubblici, silene, porto, etc.).
Poi, ad elezioni perse, tutti a piangere, tutti a gridare al “tradimento”. Abbiamo appreso per vie traverse, ad esempio, che si sta tentando il recupero di un altro ex assessore dell’amministrazione Bardanzellu, ossia Paolo Fiasconi e si sta cercando di coinvolgere pure Gavino Sposito.
Nulla da eccepire in proposito. Ma come mai non si è pensato di coinvolgere Gianni Usai, che alle competizioni elettorali alle quali ha partecipato, in paese è stato sempre il candidato più votato? Sono errori, questi, che, alla fine, si pagano cari, solo perché non si ragiona in termini politici, ma si fanno calcoli solamente in funzione di tornaconti personali. Per il momento non intendiamo aggiungere altro.

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