Composizione delle liste: un logorio continuo per gli addetti ai lavori

Il centrodestra continua a riunirsi con una costanza proverbiale. Anche ieri sera, allo Sporting di Ada Scarone, compagna di Marco Bo, si è svolto l’ennesimo incontro. Sono poche le notizie trapelate finora, poiché il folto gruppo di partecipanti ha imboccato la strada del mutismo assoluto. Non da meno è il centrosinistra, “abbottonato” come non mai sulle iniziative e sulle scelte intraprese fino a questo momento. Nessuno dei due schieramenti, evidentemente, vuole scoprire le proprie carte, forse per non prestare il fianco alle contromosse dell’avversario.
I nomi che circolano sulle possibili candidature, non sono, come erroneamente pensa qualcuno, frutto di fantasie e tanto meno di possibili azioni di disturbo. E’ importante tener conto, in proposito, che se in paese si mormora sull’eventuale candidatura di tizio e caio, significa che qualche contatto, da parte dei due schieramenti, c’è stato. E’ mai possibile che una persona si sveglia la mattina e, incontrando un parente o un conoscente, annuncia la propria candidatura? E’ impensabile una circostanza del genere, salvo che non si tratti di un sognatore o di un megalomane. Dei possibili candidati indicati, sono stati gli stessi interessati a smentire la notizia, alcuni, addirittura, con un forte risentimento. Non meno espliciti sono stati gli “addetti ai lavori” delegati ad analizzare le possibili candidature. Riferimenti sbagliati, anche per loro. Come dire: tutte notizie prive di fondamento. Vedremo se, all’atto della presentazione delle liste, determinati nomi ci saranno o no.
E’ legittimo che qualcuno abbia il timore di una possibile esclusione all’ultimo momento e, quindi, in quel caso, cerca di mettere le mani avanti. Perché, invece, non prendere tutto con filosofia? D’altronde, più se ne parla, meglio è, se non altro ai fini della visibilità personale.
Entrambi gli schieramenti, alla fine, qualche scrematura dovranno pur compierla, giacché può accadere che i soggetti contattati per una possibile candidatura, siano in numero superiore rispetto ai sedici da inserire in lista. E non è da escludere, a quel punto, che gli “appiedati” , in una sorta di ribellione, salgano sull’avventino e meditino la classica vendetta.
Non è da escludere, comunque, che l’insistente ricerca di candidati derivi pure dal fatto che non tutte le caselle abbiano trovato copertura, magari perché alcuni di coloro che avevano dato la disponibilità iniziale, fatte le dovute riflessioni, hanno dato forfait. In un ascensore si entra e si esce. E’ una cosa d’assoluta normalità. La differenza è notevole, tra i due casi. Nel primo i ritardi sono ammessi, nel secondo, invece, si deve cogliere la palla al balzo ed evitare che eventuali trattative vadano per le lunghe, perché, altrimenti, l’avversario è pronto anche a compiere un bliz e scompaginare i piani.
Conquistare il potere: questo è l’imperativo caratterizzante del centrodestra e del centrosinistra. Se la contesa sarà circoscritta a loro due, molto probabilmente non ci sarà neanche la corsa per occupare il primo posto in lista. Il nocciolo della questione, tuttavia, rimane il programma. Dei due, quale sarà quello più realistico? Proporranno scelte fattibili o si cimenteranno in una mera edizione di “libro dei sogni?

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