Liste per le Comunali: chi entra e chi esce

Le forze politiche locali sono in continuo fermento per chiudere le rispettive liste elettorali. S’intuisce, dai movimenti che si registrano in paese, che centrodestra e centrosinistra stanno profondendo il massimo impegno nella ricerca di quegli elementi in grado di garantire, una volta candidati, una bella dote di voti.
Nessuno dei due schieramenti demorde dal tentativo di candidare quegli elementi che, a loro avviso, godono credibilità e consenso tra il corpo elettorale. Continuano a “martellare” con un’insistenza particolare coloro che, interpellati una prima volta, declinarono l’invito. Va detto, in proposito, che in tanti hanno ricevuto una proposta di candidatura sui due versanti, a prescindere dalle proprie convinzioni politiche. C’è chi ha declinato l’invito per ragioni di lavoro, chi per l’eventuale gravosità dell’impegno una volta eletto, e chi si è voluto mantenere fuori da possibili beghe e dissidi di varia natura.
Le riunioni continuano a tenersi a ritmo serrato e, nelle segrete stanze, sull’uno e sull’altro fronte, in questa fase non si discute di programmi, bensì di strategie da mettere in campo per “neutralizzare” eventuali iniziative degli avversari. Si gioca, in sostanza, a rimpiattino, con gli uni che mirano a scovare le iniziative altrui e agire, poi, in contropiede. A prescindere da strategie particolari e contatti di vario genere, è certo che la partita, in fondo, la vogliono vincere gli uni e altri. Da ciò si evince che le amministrative di quest’anno sono particolarmente sentite, sia dalle forze in campo, sia dal corpo elettorale.
E’ un corpo elettorale che, giorno dopo giorno, si domanda come mai questa volta, i partiti stanno agendo nel silenzio più profondo nella definizione delle rispettive liste. La ragione può essere soltanto una: evitare possibili “spifferi” in grado di avvantaggiare l’avversario proprio nella composizione delle liste. In ogni caso, quando le pareti non sono sufficientemente insonorizzate, è inevitabile che all’esterno si percepisca qualche bisbiglio. Vero è anche che per depistare e fuorviare la controparte e la curiosità popolare, non si esita a seminare falsi indizi. Ma non sempre queste azioni raggiungono l’obiettivo desiderato, anzi, spesso e volentieri conseguono l’effetto opposto. Ma, intanto, benché si tenga il corpo elettorale all’oscuro di ogni iniziativa, gli esponenti politici più scaltri, soprattutto del centrosinistra, durante la giornata esperiscono non pochi tentativi per capire la volontà di voto del corpo elettorale.
Si sondano amici e conoscenti per conoscere il termometro della situazione elettorale e verificare, per quanto scarsamente attendibile, la volontà di voto, di un corpo elettorale che cerca di pronunciarsi il meno possibile. La cosa, naturalmente, agita, nella giusta dose, centrodestra e centrosinistra, perché, mai come questa volta, il discorso elettorale è ignorato dalla popolazione.
Clima di sfiducia? Clima di paura? Tendenza a non scoprire l’intenzione di voto per non mortificare e deludere gli uni o gli altri? Diciamo di tutto un po’, perché quando la contesa raggiunge toni esasperati, e questa volta è possibile, tutti tendono a non pronunciarsi. Prevalgono, ovviamente, alcune considerazioni di principio: meglio tenersi alla larga da situazioni che possano generare rancori e inimicizie di vario genere.
E’ risaputo che le amministrative, da sempre, dividono famiglie, rovinano parentele e amicizie, perciò meglio evitare la mischia e conflitti vari. Comunque, le liste sono ancora da completare, anche se l’entourage politico preposto per formarle, le scelte le ha formalmente compiute. I tasselli vuoti fanno parte della classica strategia di depistaggio, adottata, generalmente, per seminare falsi indizi e fuorviare così la parte avversa. E’ vero che nei due schieramenti sussiste qualche perplessità sull’inserimento di alcuni nomi. I sardisti, ad esempio, schierati con il centrodestra, hanno un dilemma nel proporre il proprio candidato. Paolo Fanari o il figlio Diego? E’ probabile che la scelta ricada su quest’ultimo. Nel caso di maggiore spazio in lista o nella rinuncia alla candidatura da parte di entrambi, il favorito dovrebbe essere Emidio Fagnano. Dovrebbe essere della partita anche Nadia Matta, moglie del povero Lalli Deiana. E’ certa, invece, la rinuncia di Marcella Tamponi. Problemi urbanistici?
Per quanto attiene il centrosinistra, si prevedono mutamenti dell’ultima ora. Infatti, è data per scontata la non candidatura di Antonella Occhioni, delegata al Turismo nell’attuale amministrazione comunale. Quali i motivi all’origine della sua esclusione? Per il momento è tutto top secret. In ogni caso, c’è da prendere atto che si tratta di un vero e proprio colpo di scena, perché, secondo alcuni, l’interessata ci teneva parecchio ad una nuova candidatura. Al suo posto dovrebbe essere candidata Stefania Simula Confermata anche la presenza di Andrea Ogno, per l’area dei Quattro Mori al posto di Andrea Cossu. Altro possibile candidato l’avvocato Garofalo. Movimenti del centrosinistra, tra l’altro, se ne sono intravisti anche sul fronte Marazzino-La Ficaccia. Forse per una possibile candidatura di Andrea Nieddu? Antonella Murgia, la moglie di Armando Soro, è contesa e corteggiata dai due fronti. Si candiderà? E con chi? Non è da escludere che declini i rispettivi inviti.

B.F.

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