ELEZIONI COMUNALI: QUANTI “SALTI DELLA QUAGLIA”?

Nessuno degli schieramenti politici locali ha scoperto le proprie carte in vista delle prossime elezioni comunali. Il riserbo, da parte di tutti, è massimo, sia sulla composizione delle liste, sia sui programmi. Da parte della popolazione c’è tanta curiosità, soprattutto per capire quale genere di “travasi” stanno avvenendo da uno schieramento all’altro. E su questo fronte le domande che i teresini si pongono non mancano, per capire, in particolar modo, i motivi che hanno indotto diversi esponenti dei due fronti a compiere il classico “salto della quaglia”.
Infatti, stando ai si dice quotidiani, dovrebbero essere diversi i “passaggi” di esponenti del centrosinistra al centrodestra e viceversa. I motivi di rottura nell’ambito dei rispettivi partiti sono diversi, ma i contorni che li hanno originati non si conoscono, perché gli interessati continuano a mantenere la bocca chiusa. Sicuramente a provocare il cambio di casacca avranno concorso dissidi politici, scelte operative non condivisibili, strategie amministrative poco chiare e, magari, una linea politica non conforme alle aspettative. Tutti aspetti, però, racchiusi in una sorta di limbo, che, c’è da crederlo, scoppieranno con fragore non appena le liste saranno definite e la campagna elettorale prenderà avvio ufficialmente.
Intanto, però, il corpo elettorale, le domande se le pone e, nel frattempo, attende di conoscere non tanto le strategie che ogni componente politica metterà in atto nel corso della campagna elettorale, quanto conoscere, di ciascuna lista, le indicazioni programmatiche. E sarà sui programmi che centrodestra e centrosinistra, oltre alla terza lista (se ci sarà), si confronteranno e, a quel punto, l’elettorato potrà capire chi, delle diverse formazioni, è più credibile.
Sicuramente in campagna elettorale ne sentiremo delle belle. Ci troveremo di fronte a proposte ottimali e ad altre semplicemente strumentali, al solo fine di “catturare” consensi e nulla più. Sono oltre venti anni, infatti, che in campagna elettorale sentiamo proposte di ogni genere e promesse taumaturgiche, attraverso le quali creare i presupposti per una svolta socioeconomica di benessere generalizzato per l’intera popolazione. Peccato, però, che, alla resa dei conti, le promesse e le proposte non abbiano coinciso con i fatti. Il discorso, naturalmente, vale per il centrodestra e per il centrosinistra. In questa circostanza, comunque, ci asteniamo dall’entrare nel merito dei punti programmatici incompiuti e di quelli, pur se rispettati, non hanno decretato il benessere promesso. Questi aspetti li affronteranno prossimamente. Intanto, fin da ora una previsione possiamo farla su quelli che, in questa tornata elettorale, saranno i punti salienti sui quali centrodestra e centrosinistra si confronteranno. Saranno principalmente due gli argomenti più dibattuti: Piano Urbanistico Comunale e Area Marina Protetta.

Perché si dice “fare il salto della quaglia”?

La frase “fare il salto della quaglia”, oltre a riferirsi a un antico gioco infantile e ad avere il significato popolaresco di “coito interrotto” vuol dire, specie in gergo politico, cambiare partito o linea d’azione in modo del tutto radicale. Il riferimento è al comportamento della quaglia (Coturnix coturnix), volatile da sempre molto apprezzato in cucina, che quando si sente braccata dai cani corre ad acquattarsi non senza prima invertire la direzione di corsa con un improvviso salto all’indietro per far perdere le proprie tracce.

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