Che tipo di “minestrone” ci attende alle prossime elezioni comunali?

Le voci che circolano a proposito della formazione di future liste per le prossime elezioni comunali, sono tante. Si rincorrono da un angolo all’altro di Santa Teresa, con i maggiorenti dei partiti che si affannano nella ricerca dei soliti “candidati di peso”. Alcune voci, tra l’altro, sono da considerarsi clamorose. E lo diventano, soprattutto, qualora, i mormorii paesani dovessero trasformarsi in realtà. Il fermento, in paese, c’è, a destra come a sinistra. Al momento, soprattutto nel centrodestra, ogni discorso ruota intorno al nome del futuro capolista. Nel centrosinistra, invece, quel tassello è sistemato da un bel po’ di tempo, con Stefano Pisciuttu riproposto alla carica di sindaco.
Sul fronte delle candidature, per quanto attiene alla composizione delle liste, il lavorio sotterraneo non manca, da parte dei due schieramenti maggiori. Si lavora alacremente, infatti, per ingaggiare personaggi di primo piano e aumentare così le possibilità di vittoria per la conquista del Palazzo di Villamarina. Va pure detto che non è da escludere, nel marasma che si sta creando, la nascita di una terza lista, benché, al momento, niente è trapelato di ufficiale. Può darsi, però, che essa “abortisca” pure sul nascere. Tutto è legato alla configurazione e al programma del centrodestra e del centrosinistra. E’ possibile che in questa fase, dall’una e dall’altra parte, si compia un tentativo di “assorbimento”, teso, principalmente, per accrescere una possibilità di vittoria.
Di fronte ad un quadro così confusionario, quindi, la popolazione, legittimamente, una domanda se la sta ponendo: quante saranno le liste in competizione? Il quadro, attualmente, appare piuttosto incerto poiché, tra contatti, possibili intese e riunioni di vario genere, i diversi schieramenti sono ancora all’opera nel tessere “fidanzamenti” e “matrimoni” che stentano a decollare. Sì “naviga”, soprattutto, in prospettiva di vincere le elezioni. Non si bada ad ideologie, linee politiche convergenti e via discorrendo. L’unica convergenza che, al momento, attrae le forze in campo, è la volontà, spasmodica per certi versi, di vincere la contesa elettorale della prossima primavera. Con la confusione che regna, però, non è da escludere qualche “divorzio” clamoroso, il quale, alla fine, potrà incidere sulla vittoria degli uni a scapito degli altri.
La composizione delle liste è ancora da definire. Di nomi ne circolano tanti, a destra, a sinistra e al centro. Per certi versi, però, l’impressione che si coglie è quella di un gran “minestrone”. Non vi è dubbio che se saranno vere le voci secondo le quali, in tutte le eventuali liste che scenderanno in campo, ci saranno esponenti di tutte le aree del mondo politico locale, ci sarà da stare poco allegri, su tutti i fronti. Sarà questo un motivo in più per generare un totale disorientamento del corpo elettorale. Infatti, con l’eventuale miscuglio che si prospetta nella composizione delle liste (elementi di centrodestra e di centrosinistra), per l’elettore sarà un bel dilemma esprimere la propria preferenza.
C’è chi sostiene, tuttavia, che le elezioni amministrative non vanno considerate alla stregua di quelle regionali e politiche, bensì sono da ritenere, secondo l’opinione di molti, come strumento volto nell’interesse del paese. Ed, allora, in questo caso, la convergenza, in una lista, d’esponenti di diversa natura politica, secondo l’opinione di certi strateghi, non fa una grinza. Tutto si giustifica nell’interesse di…parte.
Al prossimo appuntamento elettorale, quindi, non è da escludere che nelle diverse liste si trovino a braccetto uomini d’area del centrodestra e del centrosinistra, che fino ad ieri si sono combattuti, sul piano ideologico, senza esclusione di colpi. Come mai, allora, si domanda la gente, oggi li ritroviamo braccetto? Interessi politici o interessi di parte? Quale delle due strategie sarà quella vincente? Tutto è legato al peso che, in termini di voti, avranno i singoli candidati. Stando così le cose, però, emerge che l’ambizione, da parte di tutti, è di accedere alle “stanze di comando” del Palazzo di Piazza Villamarina. Naturalmente, quando determinate convergenze, per un quinquennio, marciano in parallelo ma si unificano solamente al capolinea, ciò significa che la politica, in nome degli interessi di parte, passa in secondo piano.
Insomma, ad oggi, le maggiori difficoltà, nella ricerca di un capolista, emergono soprattutto nel centrodestra, dove l’elenco dei papabili è piuttosto lungo e tutti ambiscono ad occupare la “prima piazza”. Si riuscirà a mettere in atto una “scrematura” senza generare rotture e fratture insanabili tra i diversi pretendenti aspiranti alla carica non tanto di capolista, ma di sindaco? Sta tutto qua, il dilemma tra le diverse anime del centrodestra, che, dopo una lunga serie di riunioni, non è ancora riuscito a sciogliere il bandolo della matassa del capolista.
Basti pensare che al suo interno, tra i papabili alla candidatura a sindaco, è scaturito anche il nome di Nino Nicoli. Si sa che lui è in rottura con Stefano Pisciottu e con la segreteria locale del Pd, ma, responsabilmente, pare abbia declinato l’invito.
Nel turbinio di proposte e controproposte formulate nel corso di diverse riunioni, è emerso anche il nome di Lia Crobu, l’unica che in consiglio comunale, come consigliere di opposizione, abbia dato filo da torcere a Pisciottu e compagni. Di concreto, però, nulla è stato formalizzato e si continua a discutere su un capolista che, alla fine, si deciderà di estrarlo a sorte. Nell’ambito delle alleanze con i piccoli partiti, si registra lo sballottamento del Partito dei Sardi e del Partito Sardo d’Azione, respinti dagli uni e pronti ad essere accolti dagli altri. Insomma, il quadro elettorale che si sta delineando appare piuttosto complesso e variegato in tutte le sue espressioni. Vuoi vedere che alla fine saranno le frange dei piccoli partiti a decretare il successo del centrodestra o del centrosinistra?

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